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Giada
Data: 11/09/2020, Categorie: Etero Autore: Sugarman66x
... riuscita a portarsela a letto. Trascorsa un’altra mezz’ora rinunciai a far loro da balia e mi alzai per tornare nella mia stanza. Ci salutammo con la promessa che ci saremmo rivisti a Milano, magari durante una cena con mogli e fidanzate presenti. Mi incamminai tranquillamente verso l’ascensore, ma una volta dentro sentii l’agitazione crescere in me... persino la salita mi sembrava troppo lenta. Una volta apertesi le porta mi incamminai velocemente verso la mia stanza, aprii l’uscio e me lo chiusi dietro, prima di premere l’interruttore della luce. Mi concessi qualche secondo di riflessione, dovevo mantenere la calma. Cercai di non pensare a lei mentre facevo l’ennesima doccia salutare, specialmente con quel caldo. Consueti calzoncini e t-shirt, quindi con apparente noncuranza, cercando di autoconvincermi che tutto era tranquillo, uscii sul balcone ed accesi una sigaretta con lo sguardo fisso davanti a me. Appoggiai gli avambracci alla ringhiera e con la coda dell’occhio cercai di sbirciare in direzione della ante sul suo balcone. L’immagine che vidi spazzò via ogni prudenza. Lei giaceva sdraiata prona sul letto, completamente nuda, una gamba distesa, l’altra aperta con il ginocchio piegato. Le mani erano entrambe col palmo appoggiato sul materasso, non vedevo il suo viso perché era nascosto. Ancora una volta l’erezione mi prese ala sprovvista, il mio cuore iniziò a battere forte. Che fare? Attesi alcuni minuti per accertarmi che stesse dormendo, poi, dopo un fugace ...
... sguardo tutto attorno, scavalcai la ringhiera ed entrai nella sua stanza. Mi avvicinai lentamente a lei, girando attorno al letto per vedere il suo viso. Gli occhi erano chiusi, il respiro regolare... era bellissima. Allungai la mano per toccare quei glutei tondi e sodi, le mie dita accarezzarono dolcemente la pelle liscia come petali di rosa, il mio sguardo si spostò poi nell’incavo fra le cosce e rimasi parecchi istanti ad osservare quel frutto ancora un po’ acerbo ma, ne ero convinto, dolce come il miele. Le piccole labbra appena inumidite e di colore rosa scuro erano semi-nascoste dalle grandi labbra, glabre e delicate. La punta delle mie dita, come animate da volontà propria, iniziarono a scorrere lentamente lungo la soglia di quell’antro morbido ed umido, più volte... su e giù, soffermandosi poi a solleticare quel piccolo clitoride, provocandogli un percettibile inturgidimento. Lei si agitò lievemente divaricando maggiormente le cosce. Le piccole labbra si schiusero un po’, riuscii a vederle all’interno, erano di un rosa acceso e sembravano bagnate. Posi la punta del dito medio nell’antro di quel paradiso, ed iniziai delicatamente a spingere verso l’interno, nel timore di incontrare l’imene ancora intatto sintomo della sua verginità. Così non fu, il dito penetrò docilmente fra quelle pareti dense di umori vischiosi, lo retrassi per poi inserire l’indice ed il medio... cominciai con un movimento più sostenuto, su e giù, dentro e fuori. Sentivo il mio attrezzo che ...