1. Giada


    Data: 11/09/2020, Categorie: Etero Autore: Sugarman66x

    ... sembrava esplodere tanto era gonfio di sangue, lo sentivo gridare il suo desiderio di sprofondate in quella fonte indicibile di piacere.
    
    Estrassi le dita dalla sua vagina, per tutta risposta lei allargò maggiormente la gamba destra. Le sue piccole labbra erano ora completamente dischiuse e gonfie, imperlate di nettare. Dovevo assaporare quel frutto... accostai il mio viso ad esse e trassi un profondo respiro... il profumo era inebriante. Passai lentamente la lingua lungo la sua fica assaporando quel delizioso sapore aspro e dolciastro... una sola volta, poi capii che non avrei potuto resistere oltre.
    
    Sfilai i calzoncini liberando quel guerriero che si ergeva diritto e possente come non gli accadeva da tempo. Scavalcai il suo corpo con la gamba destra e, piegando il ginocchio ad angolo retto, posai il piede destro sul materasso nello spazio compreso fra il fianco e la parte superiore della sua coscia, mantenendo il piede sinistro ben piantato sul pavimento. Abbassai poi il mio bacino verso le sue natiche soffici reclinando leggermente il bacino e posando sul materasso il palmo della mano destra per sostenere il mio peso. Con la mano sinistra afferrai il mio cazzo che sembrava scalpitare come un cavallo imbizzarrito, lo indirizzai verso la sua fica aperta e bagnata lasciando che le sue piccole labbra baciassero la mia cappella violacea e pulsante. A quel contatto il mio cuore iniziò a battere ancora più forte, spinsi lentamente il pene al suo interno lasciandolo ...
    ... avvolgere dal suo calore finchè non arrivai in fondo provocando in lei un flebile gemito ed una leggera contrazione dei muscoli pelvici.
    
    Se avessi potuto ragionare avrei pensato che si sarebbe potuta svegliare da un momento all’altro, ma era troppo tardi per usare la mente: in quel momento ero un animale dotato di solo istinto. Iniziai a scoparla, prima lentamente e poi sempre con maggiore impeto, finchè le mie articolazioni non cominciarono a lamentarsi per la loro precaria posizione. Tornai con entrambi i piedi sul pavimento e tentai di spostarla verso il centro del letto. Dopo qualche tentativo lei dette improvvisamente uno strattone e facilitò il mio lavoro, ritrovandosi distesa sulla pancia quasi al centro del tetto con le gambe leggermente schiuse. Attesi qualche istante e poi, Incurante del rischio, mi sdraiai su di lei cercando di non gravare troppo sul suo corpo. Stavolta ebbi qualche difficoltà a penetrarla dato che la sua fica era stretta fra le cosce, ma non mi persi d’animo finchè non le fui ancora dentro. Ricominciai a scoparla, con il cazzo che alternava il suo movimento come uno stantuffo, ed ogni volta che mi ritraevo l’asta sfregava all’interno delle sue cosce. L’impeto mi prese, il mio bacino sbatteva sulle sue chiappe sode, il respiro si faceva sempre più affannoso, sentivo il seme ribollirmi dentro. Ma non mi bastava... volevo guardarla in viso, volevo capire se lei nel sonno provava qualcosa. La voltai delicatamente sulla schiena, i seni erano uno spettacolo ...