1. E giulio si senti' sfondare il suo culetto vergine


    Data: 27/09/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: RedTales

    ... peso, esercitando una continua pressione che, lentamente, assai lentamente, riuscì a farmi cedere. Mi accorsi chiaramente che mi stavo aprendo e continuai a chiedergli di fermarsi. Davanti a me c'era Giacomo che mi bloccava le braccia e mi guardava. Mi diceva che faceva male solo la prima volta e che poi mi sarebbe piaciuto. Diceva anche altre cose ma non riuscivo a sentirlo. Infine mi ricordo dell'urlo che mi si spense in gola quando, di colpo, entrò del tutto. Fu come se qualcosa mi spaccasse in due. Da quel momento in poi tutto diventò molto vago. Una volta dentro non si accontentò ma spinse, spinse e spinse mentre continuavo a gridare e a singhiozzare. Lui urlava. Giacomo successivamente mi disse che mi scopò per poco perché era pronto e doveva solo finire quanto aveva iniziato con lui, ma mi sembrò non finire mai. Mi raccontò anche che mi venne dentro e poi entrò e uscì completamente per almeno una decine di volte. In quel momento lo odiai per quello che mi aveva fatto e soprattutto per come aveva ignorato le mie suppliche. Mi fece male il culo per parecchio e restai terrorizzato che i miei potessero accorgersi della cosa. Mi toccavo in continuazione ma, al tatto o osservato allo specchio, sembrava… come sempre. Odiai anche Giacomo e per una settimana non gli parlai poi cedetti alle sue insistenze e ci confidammo su quanto successo. Mi raccontò la sua prima volta, avvenuta quando aveva parecchi anni meno dei miei e su quanto gli fosse piaciuto dopo. Quel martedì parlammo ...
    ... tantissimo, lo sentii vicino, intimo e, in quella confidenza gli giurai che non avrei mai più fatto di quelle cose ma il giovedì successivo ci masturbammo nei bagni della palestra mentre il venerdì pomeriggio gli lasciai infilare un dito nel buchetto perché… non so il perché, anche se adesso lo immagino: ero attratto dalla voglia di provare, ancora, nonostante quanto mi avevano fatto perché era qualcosa che sentivo dentro. Il giorno dopo, a casa sua, fu proprio lui a mettermelo. Lo fece piano, con attenzione. Voleva dimostrarmi che era bello e piacevole e che potevamo raggiungere delle sensazioni incredibili. Lo lasciai fare e quando ebbe finito non potei non dirgli quanto mi avesse fatto godere anche se sentivo che mancava ancora qualcosa. Quel qualcosa lo trovai col tempo, era la sensazione di totale dipendenza e il mettermi completamente nelle mani dell'altro. Era l'obbedire e il soddisfare ogni sua voglia oltre all'essere usato che mi faceva… volare. E tutto questo lo dovevo a quel vecchio che mi aveva tirato con forza in questo mondo, anche se io avevo fatto di tutto perché accadesse. E da allora non ho più smesso. Il giostraio lo vedo sempre quando ritorna in città e ormai soddisfo diversi padroni e ogni tanto ne cerco di nuovi. Tu mi sembri giusto, credo che tornerò a trovarti.”
    
    “Vedi ancora il giostraio?”
    
    “Si:”
    
    “Ma quanti anni ha?”
    
    “Oggi ne ha settantatré e quando mi ha iniziato ne aveva sessantatré.”
    
    “Muoviti andiamo sul tavolo. Cazzo! Me lo hai fatto ...
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