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L'artista
Data: 20/10/2020, Categorie: Etero Autore: Maliziosa360
... proprio qui, io piego le gambe e la faccio passare, richiudo la porta stando attenta a non colpire nuovamente l’uomo e finalmente prendo possesso del mio posto al finestrino . . . “meno male che la signorina doveva scendere, mi aveva occupato il posto e quella forte musica proveniente dalle sue cuffie era davvero fastidiosa . . . non crede?” Buttai l’amo all’uomo perché trovandoci li da soli mi sentivo un po’ in imbarazzo a mantenere tutto così nel silenzio. Lui rispose nicchiando, forse non aveva gran voglia di parlare, forse era assorto nei suoi pensieri, forse altro ancora bò, intanto entra la controllora, proprio una gran bella ragazza, stava bene in divisa, era probabilmente svizzera, prende il biglietto a me e poi all’uomo . . . “Vediamo . . . lei Francoforte . . . anche lei Francoforte . . . ok grazie e buon viaggio . . . “ Ognuno di noi si mette via il proprio ticket . . . “Ah, anche lei va a Francoforte? Non sarà anche lei un iscritto al corso a cui vado a partecipare anch’io!?” Mi incuriosii subito nel vedere che avevamo la stessa destinazione di viaggio, sarebbe stato carino trovare già un corsista e poter parlare di ciò chesaremmo andati a fare in quei 4 giorni. Stavolta la risposta dell’uomo non si fece attendere:”No signora, mi spiace, vado li a suonare” Restai un po’ attonita, a suonare che? Non c’era alcun strumento musicale nello scompartimento e così mi spiazzò e anche incuriosii ulteriormente per cui lo incalzai:”Ma lei è quindi un musicista? Che cosa ...
... suona?” Ora l’uomo sembrava meglio disposto, voltò il viso verso il mio . . . “Suono ed insegno pianoforte”mentre egli proferiva la risposta, io presi la mia scatolina di chewing-gum, ne misi uno in bocca e allungai il braccio per offrirlo al mio compagno di viaggio il quale però non accennò ad alcun gesto, restai qualche secondo col braccio teso ma lui snobbò totalmente la mia offerta senza nemmeno proferire una parola. Provai a guardarlo con maggior attenzione, era ben vestito ed anche di bella presenza ma probabilmente schivo o forse timido . . . allora decisi di presentarmi per scioglierlo un po’:”Io mi chiamo Antonella . . . ehm, piacere!” Anche lui allungò il suo braccio per darmi la mano ma non me la afferrò subito, sbagliò la presa per poi riprendersi e a quel punto iniziai a capire ciò che sin li non avevo ancora stupidamente capito . . . “Mi scusi Antonella, io purtroppo non vedo e qualche volta sbaglio mira . . . “ E si fece anche una simpatica risata. Restai attonita per qualche secondo, ma come era stato possibile che non me ne fossi accorta prima? Ora mi sentivo un po’ in imbarazzo perché non avevo idea di come comportarmi con un cieco per tutto quel lungo viaggio, lo dovrò aiutare? Avrà bisogno? Ero assorta da mille pensieri, un po’ stupidi, un po’ sensati ma tant’è. Probabilmente Romeo, così si era presentato, sentì la mia perplessità perché mi ero di punto in bianco silenziata . . . “Non si preoccupi, io sono autonomo in tutto signora, ho imparato a fare tutto ...