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L'artista
Data: 20/10/2020, Categorie: Etero Autore: Maliziosa360
... nella mia vita anche senza vedere . . . anche se capisco che forse si aspettava che un cieco girasse con qualche accompagnatore, vero?” in effetti mi aveva preso in contropiede, aveva ragione lui, stavo proprio pensando a quanto lui stava dicendomi, mi aveva letto nel pensiero. Ma ora mi sentivo più a mio agio, più tranquilla, anzi, approfondii la questione:”Ma lei come fa a suonare il piano senza vedere i tasti? E le note sullo spartito?”Romeo sembrava felice di rispondere alla mia domanda, aveva un tono fiero e alleggerito adesso:”Ho iniziato da bambino quando ancora vedevo seppur poco, poi ho affinato molto l’orecchio e così . . . anche quando la vista se ne è andata le mie mani hanno continuato a “vedere” i tasti in autonomia e l’orecchio ha sostituito gli occhi nel riconoscimento delle note . . . “ Era incredibile quanto mi stava raccontando, mi trovai di poco a poco a pendere dalle sue labbra, dai suoi racconti così pieni di profondità umana e morale che mai avrei creduto. Puntai lo sguardo sulle sue mani per vedere se portava una fede al dito ma non ve ne era traccia, Romeo parlava gesticolando con le mani in un modo diverso dal solito che mi piaceva ed incuriosiva. Ma si sa, le donne sono curiose e sfacciate proprio a causa del loro essere curiose . . . “Sei sposato Romeo?”Ero passata al “tu” perché con un viaggio così lungo davanti era certamente più comodo ed agevole . . . “Lo ero molti anni fa . . . ora da qualche tempo sono solo” Così rispose Romeo con un tono ...
... un po’ tra il laconico ed il nostalgico e non ho più voluto infierire perché mi resi subito conto di aver toccato un tasto probabilmente delicato per quell’uomo. Il dialogo prese corpo, essere li solamente in due favorì decisamente lo svilupparsi di una serie di argomenti dove, fra le svariate cose trattate, Romeo mi fece vedere alcuni ausili tecnologici in uso alle persone disabili della vista e devo dire che restai davvero a bocca aperta davanti ad un mondo a me sconosciuto ma così utile ed efficace per chi si porta suo malgrado una croce così pesante sulle spalle. Viaggiavamo da ormai più di 3 ore e si iniziava ad avere una buona confidenza e questo favoriva anche discorsi più leggeri conditi da battute e da qualche reciproca sana risata fino a quando Romeo mi chiese:”Antonella, posso chiederti come sei vestita?” Restai basìta sul momento perché era forse l’unica domanda che non mi sarei mai aspettata, ma riflettendoci con molta rapidità pensai che in effetti lui non aveva tutti i torti a chiedermelo in quanto eravamo in una situazione diseguale dove io potevo guardare e farmi una idea di lui mentre lui purtroppo non poteva ovviamente farlo e aveva forse necessità di farsi una sua idea anche fisica di come ero io, quindi . . . “Ok Romeo, allora mi descrivo così ti fai una idea: indosso un pantalone fucsia non esageratamente attillato ma comodo per viaggiare, scarpe con tacco di circa 8 cm. Mentre sopra ho una camicetta di un giallo quasi paglierino con dei bottoni ovali ...