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L'artista
Data: 20/10/2020, Categorie: Etero Autore: Maliziosa360
... disabilità. Lo lasciai fare, non mi volli sottrarre a quei dolci tocchi che lambivano le mie aureole e circondavano i globi, lui capiva che ormai la preda l’aveva fra le mani ed ovviamente si guardava bene dal fermare la sua opera seduttiva ed erotizzante. Il fatto di non essere nemmeno da lui vista mi permetteva di socchiudere gli occhi e gustarmi il tocco delle sue mani oppure di fare smorfie di piacere senza colpo ferire ma mi accorgevo sempre più che si stavano prendendo rischi molto grossi, la situazione stava per scapparci di mano, qualcuno avrebbe potuto aprire quella porta e dovetti, mio malgrado, ad un certo punto interrompere il gioco . . . “Romeo, basta così ti prego, se entra qualcuno ci becchiamo una denuncia entrambi . . . ti prego . . . “ Gli afferrai le mani e con delicatezza gliele tolsi dai seni, mi riabbottonai rapidamente ma ero tutt’altro che soddisfatta di quella interruzione, sono proprio le situazioni inaspettate come questa che ti fanno partire l’embolo e maledici di trovarti al momento giusto nel posto sbagliato. Tornai per un attimo al mio posto, mi sentivo eccitata ed impotente verso quell’interruzione così brusca, Romeo aveva il viso arrossato, era visivamente eccitato da tutta la palpazione fatta ai miei seni, più lo guardavo e più trovavo fosse proprio un bell’uomo, spalle larghe, educato, ben vestito e con delle mani incredibili . . . . “Romeo io devo andare al bagno, se hai bisogno ti posso accompagnare! . . . “ Replicò sommessamente . . . ...
... “Sì, ne avrei anch’io necessità . . . “ Mi rendevo conto che forse quella frase poteva avere un doppio senso per come fu proferita, chiaro che ormai il ghiaccio era stato rotto e perché mai fare ora la parte della sostenuta o per meglio dire, la parte della stronza specie nei confronti di una persona già in credito con la vita? . . .”Ok, andiamo, dimmi come posso aiutarti, ti prendo sottobraccio? Mi prendi sottobraccio tu?” Eravamo passati con non chalance dal “lei” al “tu”senza nemmeno farci caso, tutto nella massima spontaneità. Lui preferì seguirmi e tenere una mano sul mio fianco mentre io mi recavo verso la toilette, mi accorsi che era di un bel 15 cm più alto di me, in piedi era davvero di presenza molto”handsome”, arrivammo davanti alla porta della toilette, la aprii ed entrammo insieme . . . “Eccoci finalmente . . . ed è anche pulito per fortuna” dissi io. Ma a quel punto decisi che . . . “Romeo, mi rendo contoche non siamo proprioal grand hotel ma . . . “ mi slacciai nuovamente la camicetta, stavolta del tutto e gli ripresi le mani portandole laddove più le avevo apprezzate . . . “Suona Romeo, suona i miei seni ancora un po’ per favore dai . . . “Quelle mani erano musica soave che mi pervadeva, mi sentivo tutta bagnata fra le gambe ma mi rendevo conto che in quelle condizioni non si poteva fare di più, mi feci accarezzare ancora qualche minuto, le dita che sfioravano quei durissimi aghi dei miei capezzoli mi producevano pensieri animaleschi di sottomissione perversa che ...