1. Le sigarette


    Data: 02/11/2020, Categorie: Etero Autore: alessandro1987

    "Maledizione, ho di nuovo finito le sigarette," pensò, guardando deluso l'ennesimo pacchetto vuoto. Ultimamente aveva ripreso a fumare con una certa regolarità, forse per via del nuovo lavoro, chissà, ad ogni modo era di nuovo ora di scendere alla tabaccheria per la rituale conferma del proprio incorreggibile vizio.
    
    Prese le chiavi e, aperta rapidamente la porta di casa, uscì ed iniziò a scendere. Percorreva i gradini a due a due, tipico di chi conosce bene il percorso; può sembrare strano, ma le scale non sono tutte uguali!
    
    Attraversò il portone del palazzo ed arrivò infine in strada, si incamminò sulle strisce pedonali, occhi fissi verso l'obiettivo. Il distributore di sigarette era davvero una comodità, una sorta di àncora di salvezza, per non dire che l'avevano pure messo di fronte a casa, questi tentatori maledetti!
    
    "Cazzo, ti pareva! le Marlboro sono finite, uff, mi tocca fare un salto dentro, voglia zero," pensava, e intanto percorreva quei 2 metri che lo separavano dall'ingresso della tabaccheria. Appoggiò la mano sulla pesante porta di vetro, fece un passo e al contempo spinse per aprirsi la strada. Nell'entrare, notò subito con lo sguardo una bella signorina, dietro il bancone, mai vista prima.
    
    Era decisamente il suo tipo, capelli castano chiari, lisci e raccolti dietro, avrà avuto massimo 25 anni, un viso sexy e un gran bel seno, un biglietto da visita niente male. Si avvicinò, certo dimenticandosi rapido della scocciatura delle sigarette, raggiunse il ...
    ... bancone e fece per aprir bocca, ma fu subito interrotto dalla voce di lei: "Ciao, dimmi tutto!"
    
    Altro che tutto. Certo, forse non era un latin lover navigato, ma c'era comunque una certa consapevolezza del fatto che iniziare il dialogo con una donna, dando piena voce a quello che gli passava per la mente in quel momento, beh, forse non fosse il caso. Decise quindi di mascherare i propri, più reconditi, pensieri, e rispose: "ciao, senti, avete le marlboro rosse? il distributore le ha finite."
    
    "Sicuro!, aspetta che te le prendo," e fece per girarsi. Per i successivi 3 secondi, e forse più, non vi era parola sensata che sarebbe potuta uscire dalla bocca del nostro eroe. Gli shorts della ragazza erano l'unica cosa che il suo cervello potesse recepire in quel momento. Oltre, ovviamente, al contenuto.
    
    Era un culo meraviglioso, alto, sodo, le gambe lunghe e snelle si accompagnavano perfettamente ad un colorito abbronzato, nell'insieme un qualcosa di celestiale a cui gli abiti non davano che il tocco finale, o il colpo di grazia, a secondo del lato della barricata.
    
    Cercò di indovinare le forme di ciò che non era concesso agli occhi di vedere, ma dovette interrompersi, purtroppo il pacchetto di sigarette non era andato a nascondersi, per aiutarlo: "ecco qui," riprese lei. Lui subito alzò lo sguardo, per poi ripiombare a metà altezza, e ancora di nuovo su, in un istante, credendo stupidamente di non essere stato notato. Lei sorrise, forse intuì qualcosa, e dopo che lui ebbe ...
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