1. Le sigarette


    Data: 02/11/2020, Categorie: Etero Autore: alessandro1987

    ... gradi, appoggiata al bancone del bar, ormai completamente nuda e fradicia, la passera aperta, umida, invitante, lei la sentiva sbocciare ogni volta che il corpo di quell'uomo le si avvicinava, le loro carni si chiamavano a vicenda.
    
    A tradimento, di colpo, la penetrò. Da dietro, con violenza, lei sentì la sua figa accogliere con desiderio quel pezzo di carne, duro e pulsante, bollente di passione.
    
    Entrò senza difficoltà, fino alle palle, che sbatterono contro le cosce di lei, per poi allontanarsene, e di nuovo sbattere, in corrispondenza con i movimenti del bacino di Luca. Subito fu raggiunto un ritmo rapido, una foga alimentata da quelle ore di pensieri proibiti, che, ora si poteva dire, avevano attraversato la mente di entrambi.
    
    Lui la scopava selvaggiamente, colpendola con la sua mazza in modo barbaro e primitivo, tenendo entrambe le mani sulle spalle di lei, per darsi forza, e spingere ancora meglio. Silvia, ormai abbandonatasi completamente, aveva piegato la schiena, arresasi al suo benevolo aggressore, la testa cadeva sul bancone, il sudore le imperlava l'intero viso, e le mani, bagnate anch'esse, a fatica tenevano la presa sul bancone.
    
    D'improvviso, arrivò. Lei lo percepì un attimo prima, sentì il cazzo distendersi ulteriormente, e, con un gemito brutale, sentì gli schizzi di lui attraversargli il ventre. Luca ...
    ... venne ripetutamente, dentro di lei, con foga, ad ogni getto corrispondeva una stretta delle sue mani su quel bel corpo femminile, completamente privo di una propria volontà. Silvia teneva il culo bene in fuori per percepire ogni possibile sensazione, in quel momento non le importava altro che di godere e far godere.
    
    I due ragazzi rimasero in quella posizione ancora qualche istante, uniti indissolubilmente, poi, lentamente, ripresero conoscenza, e lui la lasciò andare, sfilando il suo membro con dolcezza. A suon di baci e carezze si rivestirono, e infine, dopo aver controllato che tutto fosse di nuovo in ordine, si avviarono fuori, sulla strada ormai buia. Nessuno voleva dire nulla, nessuna parola sarebbe stata mai sufficiente, e, anzi, avrebbe rischiato di rovinare quei momenti meravigliosi.
    
    "Ci rivedremo?" chiese lui, guardandola intensamente negli occhi, mentre intorno si era fatto un profondo silenzio. "Dipende," rispose Silvia, sorridendo, e aggiunse, "dipende, se passerai ancora dalle parti del parco giochi, in futuro, potresti trovarmi lì," e, con un occhiolino dolcissimo, iniziò ad allontanarsi, lungo il marciapiede.
    
    Luca rimase a guardare nella direzione in cui l'aveva vista allontanarsi, fino a che non fu più visibile, poi, ancora tramortito da quella lunga giornata, attraversò la strada, e tornò a casa.
    
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