1. Le sigarette


    Data: 02/11/2020, Categorie: Etero Autore: alessandro1987

    ... preso le sigarette e pagato, lo salutò, più con gli occhi che a voce, e lo guardò allontanarsi, mentre il povero e maltrattato (involontariamente) ragazzo girava veloce i tacchi per non peggiorare la sua situazione.
    
    Se vi state chiedendo di quale situazione stia parlando, beh, dovete provare ad immaginare quello che aveva appena visto. A pochi passi da lui, qualche istante prima, c'era un corpo splendido di donna, così vicino eppure incredibilmente distante, un qualcosa che non avrebbe lasciato indifferente una persona con molti più anni ed esperienza sulle spalle di lui, figuriamoci un giovane ragazzo, in preda alle tempeste dell'età.
    
    Salì a casa, chiuse la porta dietro di sé, si sedette sul divano, in preda ad una febbrile eccitazione. "Cazzo, ma quanto figa era," iniziò, "e poi da dove sbuca, dov'è finito Gianni? ma ti pare che io mi debba trovare di fronte una tipa simile, così a caso". "E poi, che figura da imbecille! Potevo almeno dirle due parole, ma anche una parola, qualcosa!" E si martoriava così, ripercorrendo con la mente tutti gli istanti che aveva appena vissuto.
    
    Si accese una sigaretta, cercò di calmarsi, di pensare ad altro. Non funzionò. "Devo tornare giù, con una scusa, tornare giù, sì, e chiederle di vedersi". Subito ritornò
    
    sui suoi passi: "chiederle di vedersi? ma pensa te, questa non so chi sia, lei non conosce me, figurati se le chiedessi una cosa simile cosa mi risponderebbe!". "Sono un cretino," aggiunse, questa forse non la pensò e ...
    ... basta, ma la disse proprio ad alta voce. Non è che avesse particolari colpe, in fondo, era rimasto colpito da una ragazza, e non poteva levarsela dalla testa. Solo che, come tutti gli uomini, non sapeva gestire la cosa, e di sicuro in quel momento non era in grado di elaborare un piano efficace.
    
    Si fumò un'altra sigaretta, e, per nulla calmatosi, ritornò a pensare, sul divano, con la testa tra le mani. "Ok, devo tornare giù, non importa cosa farò, devo tornare, assolutamente."
    
    "Può anche essere che in questo momento sia arrivato qualcun altro, più sveglio, e che se la stia cucinando per bene, cazzo, devo sbrigarmi." Era completamente andato di testa, e dire che fino a qualche decina di minuti prima il suo unico interesse era comprare le sigarette.
    
    Riprese le chiavi di casa, scattò giù dalle scale, aveva chiuso la porta di casa? Ma che domande, chi se ne frega! Attraversò nuovamente la strada, riaprì la porta vetrata e ripiombò nel locale. Un'impresa! Solo che, non aveva pensato ad alcuna scusa per parlarle di nuovo, a niente proprio, si era messo in moto senza prima schiarirsi le idee.
    
    Ma il destino voleva dargli una mano.
    
    Diversamente da prima, ora c'erano 2 persone in fila, e quindi aveva tempo per pensare. Non che sperasse di trovare chissà quale brillante argomento per una piacevole conversazione, ma almeno un qualsiasi lurido motivo per fare la coda doveva averlo, no?
    
    "Trovato!" esclamò, ma solo nella sua testa, si intende. Si era appena ricordato che, in ...
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