1. Le sigarette


    Data: 02/11/2020, Categorie: Etero Autore: alessandro1987

    ... effetti, la tabaccheria era anche un bar. Non un bar particolarmente accessoriato,
    
    un classico baretto, ma più che sufficiente per i suoi scopi. Se avesse ordinato qualcosa al bar, avrebbe potuto sedersi e pensare a qualcosa di più costruttivo che non una cazzatella mordi e fuggi da pochi secondi. Rinvigorito da quella geniale trovata, quantomeno rispetto a ciò che il suo cervello in quel momento era in grado di elaborare, si calmò un po', e preparò la sua parte.
    
    "Oh ciao, non dirmi che te le sei fumate già tutte," disse lei, quando se lo ritrovò davanti dall'altro lato del bancone. "Eh?, no no, ah ah, veramente volevo fare colazione!". Coglione. Era quasi l'una, colazione? Però lei sorrise e rispose: "Ok, siediti pure ad uno dei tavolini, cosa ti porto?". Ecco, ripensandoci, se vuoi fare
    
    colazione di norma hai anche una qualche vaga idea di cosa ordinare, ma non era questo il caso, si intende. Ma la risposta non tardò ad arrivare: "Un cappuccino e una brioche, con la marmellata," aggiunse, "grazie mille". Frittata completa. Indovinate cosa non beveva e non mangiava MAI per colazione il nostro diversamente intelligente amico? Si, esatto.
    
    Si sedette al tavolo, ebbe tutto il tempo di mettersi a suo agio, e di osservare la ragazza preparare il cappuccino. Era veramente bella, ma era più che bella, non aveva veramente alcun senso che fosse lì, in un misero bar. E non sono di parte, è la mia spassionata e veritiera opinione: era alta, e quelle gambe, quelle gambe, ...
    ... perfette, toniche, la slanciavano ancora di più. Non stupisca quindi che lui fosse totalmente rincoglionito.
    
    Lei si avvicinò con il vassoio, si chinò per poggiare la tazza sul tavolino. Lui fremette, e con lo sguardo si gettò sul seno di lei, parzialmente visibile, raccolto in un sensuale reggiseno nero, forse di pizzo. I seni, spinti dalla gravità, mai così amica come in quel momento, sbocciavano grazie ad essa in tutta la loro generosa dimensione, docili ma anche imponenti, sontuosi e carichi, un richiamo animale e inconfondibile.
    
    Lei non poté fare a meno di notarlo, con gli occhi fissi sul suo seno, era buffo, ma anche dolce, le piaceva quell'attenzione. Prese il gioco in mano: "Vuoi della cannella nel cappuccino?", "no, grazie, va benissimo così," rispose lui, distogliendo controvoglia gli occhi da quel corpo così invitante. "Sai, a molti piace, ma io non lo capisco!" riprese lei, avendo capito di essere risultata interessante. Il ragazzo, in un lampo di lucidità, rispose: "Oh, se è per quello non lo capisco nemmeno io, a me il cappuccino piace classico, sì, normale insomma." Menzogna spudorata. Seguirono i classici 2 secondi di imbarazzato silenzio, tipici di quelle situazioni in cui si ha così tanto da dire, e da dirsi, che i pensieri si accavallano e non esce nulla, un maledetto imbuto.
    
    E'ancora lei a gestire il tutto: "Abiti qui vicino? immagino di sì, altrimenti non saresti tornato così in fretta dopo pochi minuti," sorrise. "Eh, proprio di fronte alla strada, ...
«1234...7»