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Le sigarette
Data: 02/11/2020, Categorie: Etero Autore: alessandro1987
... sarà il parco a chiudere," aggiunse ridendo. "Ahah, ok, andiamo." Lei seduta sull'altalena, lui a spingerla. Non ci si poteva credere, tantomeno poteva crederlo lui, che infatti non ci credeva, ma fingeva di crederci perché era un sogno troppo bello. Lui la spingeva, accompagnando il movimento dell'altalena con le sue mani, lei era contenta, e si lasciava giocare con leggerezza. "Sai," riprese lei, "ripensandoci, è strano che ora io e te siamo qui, in questo posto, quando poche ore fa non sapevamo l'uno dell'altra!". "E' vero, è strano, ma mi piace stare con te," rispose lui. "Ah ah, una frase un po' anomala, detta da uno che conosco da circa mezza giornata," e si mise a ridere. Luca un po' si rabbuiò, certo, non pretendeva di essere l'amore della sua vita, però sentiva forte qualcosa, e non gradiva che, proprio lei, se ne prendesse gioco così liberamente. Silvia saltò giù dall'altalena al volo, si girò verso di lui, e rapida gli andò incontro: "dai scemo! scherzo, non te la sarai mica presa per così poco, anche a me piace stare qui, insieme a te," disse, con tono di voce morbido e delicato. Lui, quasi istintivamente, la prese per i fianchi, e la strinse forte a sé, non disse nulla, la guardava solamente, e la sentiva vicina, ancor più di quanto la distanza tra i due potesse far intendere. Lei sorrise, lo abbracciò, e stettero in quella posizione per interi minuti. Dentro di sé, Luca si accorgeva di come, il corpo di lei, caldo e profumato, potesse risvegliare i ...
... suoi sensi, il suo essere uomo. Lei se ne accorse, lo guardò dolcemente, e disse: "Sento che ti sto creando qualche problema", sorrise maliziosa, e aggiunse poi: "torniamo al bar, ok? voglio essere ben sicura di aver chiuso bene tutto, non vorrei combinare casini", e dicendolo si sganciò da Luca, il quale non oppose resistenza, e la seguì, mentre si incamminava verso la strada, fuori dal parco giochi. Silvia alzò in parte la saracinesca, prima abbassata, ed entrò, piegandosi agilmente a circa novanta gradi. Poi aggiunse: "dai, entra, almeno mi fai compagnia no?". Luca la seguì, con i postumi dell'erezione di pochi minuti prima, appena appena attenuati dalla breve passeggiata. Lei si diresse dietro il bancone: "siediti un attimo, al tuo tavolo preferito se vuoi, ah ah, io metto a posto due cose poi andiamo." Lui non disse nulla, docilmente si sedette e iniziò a guardarsi intorno, senza un motivo particolare, e si mise ad attenderla. "Puoi darmi una mano un attimo?" chiese lei. La risposta non si fece attendere, il ragazzo si alzò in piedi e la raggiunse dietro il bancone, contento di poter essere d'aiuto. "Ecco, se puoi avvicinarti, ed aiutarmi," disse lei, guardandolo maliziosamente. Luca rimase senza parole, la visione di ciò che lo attendeva gli balenò di colpo davanti. Silvia infatti si era, silenziosamente, levata gli shorts, ed era rimasta in mutandine. Le sue gambe erano davvero marmoree, nonostante la penombra si potevano distinguere facilmente tutti i muscoli, ...