1. Viola


    Data: 06/12/2020, Categorie: Etero Autore: Maxfive55

    ... aperta riempita da quel corpo estraneo inguainato; scatti di lei che completa quella sedia rendendola una opera porno.
    
    Poi esco dalla stanza richiudendone la porta e torno in sala riunioni.
    
    Il collega borioso è ovviamente al cellulare, sta parlando, pare, con una segretaria del suo studio, che tratta veramente da pezzente.
    
    I due cloni sono in modalità offline e non danno apprezzabili segni di interazione cosciente.
    
    Mi siedo e fingo di esaminare il fascicolo che ho davanti; in realtà non ne ho bisogno perché l’avevo gia fatto tre volte alla mattina appena arrivato in studio. Non c’è nulla che debba essere verificato di nuovo, tutto l’incontro serve solamente per scambiare le copie dell’accordo, una cosa che avremmo potuto fare anche tramite le segretarie.
    
    Ma in tal caso non avrei avuto il borioso qui da me mentre la sua femmina è di la, nuda, legata alla mia sedia e con il cellulare nella figa.
    
    E lui non avrebbe avuto modo di bullarsi con i suoi sottoposti credendo di avermi costretto a raggiungere un accordo vantaggioso per il suo cliente per concludere una causa che pensava avessi gia vinto, mentre la realtà è molto diversa da cosi. Ma non divaghiamo.
    
    Poiché il borioso è completamente immerso nella conversazione, dalla quale si è esiliato giusto un secondo per scusarsi con me, reimmergendosi nel colloquio telefonico senza nemmeno notare quello che faccio io, ne approfitto per estrarre il mio cellulare dalla tasca, tenendolo sotto il tavolo per evitare ...
    ... lo sguardo dei due amigos.
    
    Seleziono, una per una, le foto che ho appena scattato a Viola e inizio a mandargliele per messaggio, in sequenza, attendendo una ventina di secondi tra un invio e il successivo.
    
    Di la, a sei metri di distanza, ogni volta che premo il tasto invio il cellulare di Viola immerso nella sua passera inizia a vibrare.
    
    Poiché il collega continua imperterrito a maltrattare il personale del suo studio, ho il tempo per fare dodici invii.
    
    Pagherei per essere a venti centimetri dalla figa di Viola adesso.
    
    Il Borioso conclude e torna sul pianeta Terra, sfodera un sorriso falso come una promessa elettorale e da la stura ai convenevoli di rito: tutto è bene quel che finisce bene, non aveva senso continuare una guerra, ha prevalso il buon senso, abbiamo fatto entrambi un ottimo lavoro, blablablabla.
    
    I due cloni annuiscono all’unisono come quegli orrendi cagnotti con la testa penzolante piazzati nel lunotto posteriore delle station wagons che superi in autostrada.
    
    Annuisco anche io, sorridendogli e dandogli, di tanto in tanto, ragione, ma il mio pensiero è sintonizzato a due vani di distanza.
    
    Ci alziamo, i tre raccolgono i fascicoli sul lungo tavolo e il Borioso si affretta a porgermi la mano per una stretta a parere suo virile e maschia.
    
    Gli offro la mia con entusiasmo, anche perché è la mano che pochi minuti prima avevo infilato tra le gambe fradice della sua femmina.
    
    Escono.
    
    Chiudo la porta.
    
    Sistemo le sedie della sala riunioni e ...
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