1. Vacanze montane


    Data: 14/12/2020, Categorie: Etero Autore: VicentinoGrey

    ... massimo gli stimoli tattili» le consigliò in tono deciso. La donna ubbidì e la stanza perse i suoi confini. Ora era immersa in un universo illimitato e invisibile. Il suo corpo reagiva solo col contatto della bocca e delle mani. Gli unici suoni erano rimasti il confortevole mugghiare del fuoco, alimentato dal tiraggio, e lo scroscio dell’acqua che scendeva dalle grondaie. La pioggia aveva cessato di farsi sentire. Michela sentì un bacio sul collo del piede e poi sull’altro. Erano baci normali, senza troppa passione: Marco non le sembrava un feticista e infatti sentì che i successivi le arrivarono nuovamente sulle gambe. Le ruvide mani le aprirono e Michela bramava il momento in cui la sua farfalla, che aveva già spiegato le ali, avrebbe ricevuto l’agognato omaggio. L’uomo la lasciò insoddisfatta, spostandosi in alto e baciandola nuovamente sui seni, succhiandole i capezzoli con forza e accarezzandola nell’interno cosce. «Quanto dura ancora questa tortura?» chiese, ansante «sono iper stimolata in ogni punto della pelle» «È quello che volevo sentirmi dire» sussurrò Marco con una voce piacevolmente calda e intrisa di testosterone «abbi pazienza; ogni cosa ha bisogno di tempo per riuscire al meglio. Oggi è venerdì: immagino che domani farai le valige. Sbaglio?» «Non sbagli affatto» gorgogliò Michela, quando il dito dell’uomo le sfiorò le labbra umide, dal basso all’alto, soffermandosi per un paio di secondi sul clitoride tumido. «Allora è giusto che questa ultima notte di vacanza ...
    ... ti resti nella memoria per lungo tempo.» «Non pensi di essere uno sbruffone? Finora mi hai tenuto sempre tesa; mi hai resa un fascio di nervi scoperti, scossa dagli spasmi. Sì, è vero. Mi ricorderò di questa notte, ma lo sarà perché sto apprezzando le piccole gioie di un rapporto di coppia, dopo aver evitato la morte.» Non riuscì a vedere l’espressione dell’uomo, ma sentì che stava cambiando posizione. Poi cacciò un lungo e intenso sospiro quando la dura lingua dell’uomo affondò all’improvviso nella sua vagina, mentre il naso le premeva sul clitoride. «Oddio!» fu l’unica parola intelligibile che riuscì a dire in mezzo a un’accozzaglia di suoni, vocali e sbuffi. Il cunnilingus al buio fu il più eccitante della sua vita. Quell’orso inselvatichito che viveva dentro quell’uomo piacente ci aveva azzeccato in pieno. Odiava dare ragione a qualcuno e sentirsi in suo potere, ma in quel momento ne valeva la pena. Il suo bacino sembrava impazzito. Ogni tocco di lingua era la molla che spingeva i suoi fianchi verso l’alto o in basso, per inseguire o sottrarsi uno stimolo molto piacevole o troppo intenso. Sentiva i suoi umori colare lungo il perineo e fu ben felice che la luce non rivelasse la macchia umida che sicuramente si stava formando sotto il suo sedere. «Adesso basta. Ti stai divertendo troppo.» dichiarò seccamente l’uomo. «No, cazzo, no! Continua, ti prego.» lo implorò Michela. La risposta alla sua supplica fu un nuovo cambio di posizione. La donna immaginò che Marco fosse sceso ...
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