1. Tre ore


    Data: 07/02/2021, Categorie: Etero Autore: 65alessandro

    ... Avevo bisogno di guardarla negli occhi, ripassare i suoi lineamenti che a distanza di tre anni non hanno subito cambiamenti, anzi.
    
    Sembrava avere una luce diversa, magari anche un po’ la stanchezza della giornata che le dava un’espressione di grande rilassatezza, di sentirsi a proprio agio, di avermi incontrato tante altre volte, invece era solamente la seconda e ad anni di distanza.
    
    “allora, questi tre anni, questa sorpresa, certo non avrei mai pensato di ricevere una tua e-mail, a distanza poi di così tanti anni” le dissi.
    
    “vero, ho impiegato un po’ a scriverti” disse lei mentre portava il bicchiere verso le labbra, che, un momento prima di poggiarsi sul vetro, si dischiusero lasciando intravedere la splendida dentatura. Un movimento lento, sensuale quello di vederle aprirsi e premere contro il bicchiere, che mi ha fatto balzare il cuore in gola.
    
    “in effetti credevo proprio di averti persa” dissi mentre cercavo di guardare altrove, non volevo dare la sensazione che stessi per svenire, ma d’altra parte, ogni suo movimento era per me una forte attrazione. Anche quando il suo sguardo vagava per la casa, cercando probabilmente di memorizzare tutto ciò che era appeso alle pareti, ogni quadro, ogni oggetto fermo su ogni mobile.
    
    “hai appetito o preferisci aspettare ancora un po’?” chiesi guardandola dritta negli occhi. “aspettiamo due minuti” con un movimento deciso si alzò in piedi e si diresse verso la terrazza. Aprì la porta, mise le mani sul davanzale, braccia ...
    ... tese e le gambe dritte ed incrociate.
    
    Uno spettacolo.
    
    La raggiunsi in terrazza e non appena misi piede fuori, con un movimento rapido e facendo perno sui suoi piedi, si girò verso di me. I nostri visi furono così vicini che riuscii a sentire il suo respiro, vedere il suo sguardo che fissava i miei occhi: “tutto bene?” le dissi, “alla grande” rispose e le sue labbra si avvicinarono alle mie.
    
    Si unirono, come avessero bisogno uno dell’altra, come se quel desiderio fosse stato covato nei tre anni di silenzio. Morbide e vellutate come una pesca, profumava di lei in modo così intenso che il gesto di abbracciarla e stringerla a me sembrò del tutto naturale.
    
    Il suo seno premeva contro il mio petto così forte da sentire il battito del suo cuore che si fondeva con il mio. Passai una mano sul suo collo per spostare i capelli e farle sentire che quel bacio lo desideravo come nient’altro al mondo in quel momento. Le nostre labbra si staccarono, i nostri sguardi si trovarono e vedemmo entrambi qualcosa di diverso nei nostri occhi.
    
    “ho sempre sostenuto che un bacio tra noi avrebbe detto molto di più che mille parole”. Mi chiesi il perché di quella frase dopo una vita di silenzi. Cosa aveva maturato durante quell’incontro al bar e soprattutto, cosa l’aveva spinta a cercarmi dopo tutto questo tempo, cosa avrà pensato, cosa avrà sentito. Ma lo chiesi a me, non ebbi coraggio di farmelo dire da lei.
    
    “è stato un bellissimo modo per salutarmi Mary” risposta da ebete, ma l’unica ...
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