1. Tre ore


    Data: 07/02/2021, Categorie: Etero Autore: 65alessandro

    ... leggero velo di saliva.
    
    Fece cadere l’altra scarpa, liberando anche l’altro piede che poggiò sulla mia coscia. Quel gesto così spontaneo, nato dal desiderio di lei che le stavo trasmettendo, provocò in me un sussulto.
    
    Le mie labbra accolsero le altre dita, ed il suo piede cercò il mio sesso desideroso di lei. Sentì che la mia voglia era cresciuta, con le dita lo cercava delicata, accarezzandolo e premendo nello stesso tempo.
    
    Il suono del forno che decretava la fine della cottura dell’arrosto, ci fece tornare sul pianeta terra. Lasciai cadere la scarpa, lei scese dal tavolo e scalza si diresse in bagno. Mentre usciva dalla cucina, si voltò verso di me, guardandomi con un gran sorriso fece un cenno di saluto con la mano. Sempre sensuale nei movimenti, mai nulla fuori dall’eleganza.
    
    Quando tornò in salone la tavola era pronta. Iniziammo la cena con un brindisi; che questa serata potesse essere la prima di tanti altri incontri a seguire. La serata trascorse in modo gradevole, le nostre risa avranno sicuramente svegliato i vicini, ma tutto fu così naturale che davvero la sensazione fu di due persone che da sempre si frequentano.
    
    Non ci fu altro tra noi quella sera e nessuno dei due cercò altro. Fu bellissimo così. Rimase in me il ricordo del profumo e del sapore della sua pelle, delle sue labbra, del suo corpo unito al mio e di quell’ultimo bacio profondo dato sulla porta di casa.
    
    Non volli guardare le sue spalle mentre si allontanava da casa o mentre saliva ...
    ... sul taxi che la riportava al suo albergo. Volevo avere negli occhi il suo sguardo, il suo sorriso durante il saluto.
    
    Sparecchiai la tavola, misi tutto nella lavastoviglie, diedi un’ultima occhiata al terrazzo che ora mi sembrava quasi un posto da non profanare più, tenerlo così, con il ricordo di lei vista di spalle ed aspetta il mio arrivo.
    
    Ero così pieno di lei nella mente e nell’anima che sentii il desiderio di stendermi sul divano, lasciare le cose così com’erano, non avevo voglia di distogliere i pensieri con le cose materiali, con il sapone per i piatti da versare, con il letto da preparare, la mia anima aveva bisogno che la mente fosse concentrata a ripassare quanto vissuto, ogni istante e di ogni istante, il profumo di lei, del suo corpo, il suo sapore, ogni scena.
    
    La mattina seguente aprii gli occhi al suono della sveglia, il letto disfatto come non mai, sembrava un risveglio dopo una guerra. Misi i piedi in terra, ma i miei sensi non restituirono la sensazione di sollievo avuta la sera prima, aspettando lei, e mi diressi verso il bagno facendo tappa in cucina a metter su il caffè.
    
    L’odore invadeva la casa, piacevole, ma meno apprezzato di altre mattine, avrei voluto svegliarmi avvertendo il profumo di Mary, ammirando le sue forme muoversi nella casa. Ma così non era ed ero maledettamente in ritardo per l’ufficio ma fortunatamente sarebbe stata una giornata informale, per cui scelsi una maglietta a maniche corte grigia fuori dai jeans ed una maglia sopra a ...
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