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42. LA PROVINCIALE
Data: 15/02/2021, Categorie: Etero Autore: tigrotta
... blocco e si era schiantato con l'auto contro una pianta, morendo sul colpo."So che avevate una relazione, Gemma. Non mi interessano i retroscena, vorrei solo capire che cosa avesse Vittoni da nascondere alla giustizia, per sottrarsi ad un posto di blocco stradale!"Gli occhi azzurri del commissario erano duri e penetravano Gemma, per metterla alle strette. La donna ammise di aver frequentato l'ingegnere, descrisse il cinismo e la cattiveria dell'uomo e riferì il suo coinvolgimento in traffici di droga. Villa Genzano era il luogo di ritrovo per organizzare gli affari e lì tutti ne erano consapevoli."Ora mi dica, Gemma, quale nesso esiste fra la morte della contessa e tutto questo!"Gemma non riusciva a sostenere lo sguardo indagatore di Rinaldi; non si poteva mentire alla limpidezza e all'onestà di quegli occhi."Le racconterò tutto...", bisbigliò la donna, con un sospiro."L'ascolto", la incoraggiò il commissario, con tono più morbido. Era così bella, con l'aria fragile e rassegnata. Poteva vedere i palpiti del suo cuore sotto la camicetta leggera e aderente. Aveva un magnifico seno, ne immaginava la forma attraverso la scollatura. Teneva le magnifiche gambe accavallate e muoveva nervosamente il piede, infilato in un'elegante décolleté nera col tacco. Il commissario distolse lo sguardo da quel piede, soffocando l'improvvisa voglia di sentirlo strusciare sul proprio inguine."Elvira in realtà non era come appariva.", esordì Gemma.Il commissario la fissò con aria interrogativa. La ...
... donna inspirò rumorosamente e continuò a parlare. Raccontò al commissario di quanto inizialmente la donna fosse simpatica, della piacevolezza di stare in sua compagnia, di tutte le gite a Roma e delle feste a villa Genzano; raccontò della gente facoltosa che quell'amicizia le aveva permesso di frequentare e della promessa di farla diventare un'attrice. Infine raccontò i retroscena di quella amicizia: i traffici, l'insofferenza e i capricci della della contessa, abituata ad ottenere qualsiasi cosa. A quel punto, tutti gli sfarzi dei festini e i sorrisi della gente altolocata si stavano trasformando in un incubo, in cui Elvira stava trascinando Gemma per trattenercela con le unghie. Riferì del complotto tra la contessa e Vittoni e del proprio involontario e passivo coinvolgimento in tutto questo. Per un lungo periodo, gli eventi le avevano preso la mano e Gemma era stata incapace di sovvertire un destino ormai tracciato, fino alla confessione al marito della propria tresca con Vittoni. Al commissario, che l'ascoltava con la massima attenzione, Gemma raccontò dell' ultima fatale serata a villa Genzano, quando si era ribellata a tutto e tutti, minacciando di raccontare ogni cosa alle autorità; riferì di essere uscita da lì, sbattendo la porta e di essere stata seguita da Elvira, che l'aveva presa a male parole, ricattandola e minacciandola con un coltellino. Con le lacrime che cominciavano a sgorgarle dagli occhi, Gemma descrisse il panico di quegli istanti concitati, la spinta e ...