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42. LA PROVINCIALE
Data: 15/02/2021, Categorie: Etero Autore: tigrotta
... la caduta della contessa, la paura e la corsa su quel treno verso casa, fra le braccia di Vittorio."Si calmi, Gemma!", le disse il commissario, porgendole un fazzoletto. Gemma si asciugò le lacrime e fissò negli occhi il commissario, che lesse la paura e la preoccupazione della donna. Si sentiva improvvisamente impotente davanti a quello sguardo ferito e disarmante. Avrebbe tanto voluto abbracciarla e rassicurarla, invece il proprio ruolo non glielo consentiva."Che cosa succederà, ora?", gli domandò la donna."Ora bisogna scrivere un verbale, formalizzando questa sua deposizione e poi...poi...sarà il tribunale a decidere."Aveva pronunciato le ultime parole con angoscia, perché, a dispetto della propria posizione e di tutti gli impedimenti, quella donna gli era entrata dentro."Commissario, mi aiuti lei! Io mi sono solo difesa...", Gemma era disperata. Stringeva le maniche della giacca beige del commissario, per aggrapparsi a quella che le sembrava l'ultima speranza fra sé e la prigione."Gemma...mia povera Gemma...", rapito dal profumo e dalla vicinanza della donna, Rinaldi si era lasciato andare al sussurro di quelle parole e a una fugace carezza sulla sua guancia. Avrebbe voluto osare di più, arrivando a impossessarsi di quelle labbra schiuse e carnose. Come avrebbe voluto stringerla e farla sua su quella scrivania, possederla con tutto il desiderio represso nei mesi di permanenza ad Orvieto. Chiuse gli occhi per un istante, fissando quell'eccitante immagine nella mente e ...
... li riaprì, per concentrarsi unicamente sul proprio ruolo istituzionale."Venga nel tardo pomeriggio, per firmare il verbale. Vedremo di sistemarlo nella forma a lei più favorevole possibile. Questo, purtroppo, è tutto ciò che posso fare. Mi dispiace. Veramente, Gemma, non immagina quanto..."I suoi occhi azzurri la fissarono con un'intensità, che non sfuggì alla donna. Purtroppo, l'attrazione che il commissario provava per lei non le sarebbe stata di alcun aiuto. Col passo rassegnato e lo sguardo spento, Gemma lasciò la caserma."Devo salvare mia moglie dalla galera!", questo era il pensiero di Vittorio, mentre si dirigeva speditamente verso la centrale.Quando il telefono squillò, Gemma si precipitò a rispondere, in apprensione per il marito di cui non aveva notizie da qualche ora.Dall'altra parte, la voce calda del commissario la informava che Vittorio si trovava in caserma per rilasciare una confessione. Gemma riagganciò la cornetta confusa e, col cuore in gola, si precipitò alla centrale. L'accolse Rinaldi, che le spiegò in breve che l'uomo aveva dichiarato di aver ucciso la contessa in seguito a un raptus di gelosia.Gemma era sbigottita. Il commissario aggiunse che la versione di Vittorio era piuttosto credibile."No, non è possibile! Lui non si trovava nemmeno lì!""Lo so, Gemma, io le credo. Suo marito la ama talmente, da aver fornito una dichiarazione di colpevolezza fasulla, pur di scagionarla da qualsiasi accusa.""Oh, Vittorio...", sussurrò sgomenta la donna, lasciandosi ...