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42. LA PROVINCIALE
Data: 15/02/2021, Categorie: Etero Autore: tigrotta
... Coceanu era rinvenuta, si era trovata di fronte Vittoni, che, in seguito a un probabile litigio su denaro o affari, l'aveva colpita con una grossa pietra, dopo averle preso di mano il temperino, lasciandovi sopra le proprie impronte.Rinaldi non poteva aspettare il pomeriggio, per comunicare la bella notizia a Gemma. Oltretutto Vittorio era stato fermato in caserma per accertamenti, dopo la sua confessione e lui non poteva permettere che quell'uomo pagasse oltre per il proprio altruismo.Telefonò a Gemma, dicendole che sarebbe passato da lì a breve a casa sua. Non aggiunse altro, lasciando la donna in un comprensibile stato di ansia.Quando aprì la porta al commissario, Gemma notò la sua espressione e si augurò che preludesse a una buona notizia."è tutto a posto, Gemma! Entrambi sarete scagionati da qualsiasi implicazione con l'assassinio della Coceanu!"La donna lanciò un urlo di gioia, sentendosi finalmente libera da quel peso increscioso e, senza pensarci, buttò le braccia al collo del commissario, che rimase per un istante frastornato da quello slancio inaspettato. Fu un attimo: Rinaldi prese il viso di Gemma fra le mani e la baciò sulla bocca. Quando sentì che lei schiuse le labbra, si abbandonò alla frenesia di quel bacio, intrecciando la propria lingua con quella della donna. Sentì immediatamente il calore salirgli dall'inguine. Non poteva più resistere al desiderio di toccarla ovunque. Le accarezzò il seno chiuso in un golfino attillato e la sentì gemere ...
... sommessamente."Oh, Gemma, quanto ti voglio...Gemma...", sussurrò l'uomo, inspirando il profumo dei suoi lunghi capelli corvini. La baciò sul collo, ripetutamente, per scendere fino all'incavo del seno.Gemma non lo fermò, anzi, lo assecondò, rapita dall'estasi che il commissario le faceva provare col tocco della propria bocca e delle proprie mani. Staccandosi per un attimo da lei, le slacciò il golfino, scoprendole finalmente il magnifico seno. Lo ammirò qualche secondo, per poi baciarlo in preda a una febbrile eccitazione, cui non riusciva a mettere freno. Gemma lo fece fare, accarezzandogli la testa.Non si fece domande, Gemma; non si fece domande, neppure quando il commissario la svestì lentamente, restando ad ammirarla estasiato. Non si fece domande, quando l'uomo la fece adagiare su un divanetto e si tuffò in mezzo alle sue cosce, per dissetarsi del succo del suo sesso. Gemma non si fece alcuna domanda, godendo della lingua che la penetrava e delle mani che l'accarezzavano. Lasciò che tutto avvenne con estrema naturalezza: lasciò che il commissario lo tirasse fuori, lasciò che glielo infilasse nel profondo, lasciò che la penetrasse con spinte lente e con tutto il desiderio che lei aveva risvegliato in lui e infine lasciò che lui le venisse dentro, con un rantolo liberatorio."Gemma, sapessi quante volte ho immaginato e sognato tutto questo. Non pensare che io sia un uomo egoista, un porco senza morale; quando mi hai buttato le braccia al collo, non ho capito più nulla, la ragione mi si è ...