1. 42. LA PROVINCIALE


    Data: 15/02/2021, Categorie: Etero Autore: tigrotta

    ... villa era il loro covo e tutti coloro che la frequentavano regolarmente, erano tacitamente d'accordo coi due fanfaroni, traendone profitto. Quando Gemma uscì dalla tenuta Genzano sbattendo la porta e minacciando di denunciare tutti alla polizia, la contessa Coceanu la seguì, per dissuaderla. Dapprima cercò di farlo con le maniere buone; poi, rendendosi conto che l'amica non le dava retta, provò a intimorirla con un coltellino. Gemma fu presa dal panico e spintonò la donna che le si era avvicinata minacciosa; la contessa perse l'equilibrio e andò a sbattere contro una grossa pietra sepolta sotto la sabbia della spiaggia di Torvaianica. Elvira non dava più segni di vita e Gemma scappò terrorizzata, prese il primo treno per Orvieto e tornò a casa dal marito, raccontandogli l'accaduto fra i singulti. Vittorio l'abbracciò e con la sua solita calma la consolò. L'avrebbe protetta da tutto e da tutti, l'avrebbe protetta anche in quel frangente.Adesso che Vittorio era a conoscenza di ogni cosa, sarebbe stato più facile. Gemma, dal canto proprio, era più serena, da quando aveva trovato il coraggio di confessare tutto al marito. Era certa che quello sarebbe stato un nuovo inizio per entrambi. Ma qualcosa minacciava quella ritrovata serenità: la curiosità e la caparbietà del commissario. Rinaldi aveva l'obbligo di giungere alla conclusione delle indagini sulla morte della contessa e non avrebbe dato tregua a Gemma, che considerava, nonostante la forte attrazione che provava per lei, la ...
    ... più probabile responsabile. Ne seguiva i movimenti da lontano, senza aver ben chiaro se fosse un dovere o un piacere; sicuramente quella donna lo affascinava molto e le sue curve morbide e sinuose gli facevano perdere il sonno. Durante gli appostamenti nei pressi dell'abitazione della donna, Rinaldi si faceva rapire dalle proprie fantasie, che sempre più spesso assumevano una consistenza prepotentemente erotica. Osservava l'ombra di Gemma muoversi dietro la finestra e la immaginava seminuda al di là delle tende. Chiudeva gli occhi e si vedeva dietro di lei, a inchiodarla con la forza del proprio desiderio; la sentiva gemere sempre più rumorosamente, mentre la penetrava da dietro, strizzandole il seno, per possederla più a fondo. Lei pronunciava il suo nome con la voce spezzata dall�eccitazione e lui la scopava sempre più furiosamente, fino a sciogliere il desiderio in un orgasmo dirompente. La immaginava oscenamente aperta al propio piacere, accogliente e lussuriosa come nessun'altra. Quando il commissario riapriva gli occhi, si ritrovava a cazzo duro, in preda alla voglia repressa. Per lui era una situazione davvero frustrante: non avrebbe mai potuto avere quella donna, neppure per una volta. Era sempre più difficile rimanere indifferente a quel fascino prorompente e a quella fragilità celata dietro un velo di malinconico distacco. Era rapito da Gemma ogni giorno di più.Un pomeriggio il commissario ricevette una telefonata dal comando di Roma, che lo informava che il caso era ...
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