1. Sara e il professore - 3a parte


    Data: 15/02/2021, Categorie: Etero Autore: alessandro1987

    ... disagio per questo, sai?» Il tono era quasi paterno, mascherava perfettamente le reali intenzioni dell'uomo.
    
    Lei fece per dire qualcosa, ma stavolta, prima che potesse aprire bocca, con la coda dell'occhio vide la patta dei pantaloni del professore, ormai allo stremo. Il professore se ne accorse, e per un istante andò in panico, ma la cosa in realtà lo favorì, si sentì infatti rispondere.
    
    «Professore, ha una macchiolina sui pantaloni!»
    
    Il nostro eroe rimase interdetto, ma poi, guardando, proprio lì dove faceva capo quella vistosa erezione, c'era una macchia, tra l'inguine e la coscia destra.
    
    «Oddio, pensò, devo essermela fatta a pranzo, che coglione, e però, questa stronza adesso ha sicuramente visto che ce l'ho duro, e io tecnicamente dovrei pure cercare di dare una pulita ai pantaloni, ma se mi alzo la cosa diventa talmente ovvia da sembrare ridicola, che cazzo faccio, faccio finta di niente?»
    
    La ragazza lo anticipò «Non si preoccupi profe, ho le salviette nello zaino se vuole»
    
    Lui però la fermò «No, tranquilla, non è necessario, una macchiolina, non c'è problema», cercando di far passare sotto silenzio il suo evidente problemino di rigidità.
    
    «Professore, le posso chiedere una cosa?», riprese Sara.
    
    «Si, certo, dimmi pure»
    
    «Ma, per caso... le è venuto duro?»
    
    L'insegnante si raggelò, non si aspettava una reazione così esplicita, anzi, sperava che tutto passasse inosservato. Si era anche reso conto di quanto fosse buffo, di come cercasse ...
    ... in tutti i modi di evitare una cosa che in realtà desiderava tantissimo. Però la sua erezione era decisamente ovvia, e con una domanda simile non poteva certo mascherare alcunché.
    
    «Eh...», fu tutto ciò che riuscì a dire, insieme a uno sguardo tra il rassegnato e l'eccitato.
    
    Lei, capendo l'imbarazzo, riprese a parlare molto dolcemente.
    
    «E' colpa mia?»
    
    «No, cioè, non ti preoccupare troppo, succede, sono un uomo dopotutto», ma non suonò molto convincente.
    
    «Lo sa che sembra molto grosso?», aggiunse lei, trovando evidentemente piacere in quella situazione.
    
    La frase uscì fuori dal nulla, come il commento di una bambina sul nuovo giocattolo, certo Sara fu spudorata, ma spontanea. Viceversa il professore rimase di sasso, la situazione aveva preso una piega fin troppo positiva, ma non sapeva bene come avrebbe potuto sfruttarla.
    
    In effetti, il suo cazzo si era piegato su un lato, costretto dai calzoni, e poggiava ora sulla coscia destra, risultando quindi ben evidente, sotto il tessuto, in tutta la sua lunghezza. C'è poi da dire che era sicuramente un bell'arnese, con i suoi venti centimetri di lunghezza, che in quella condizione erano poi parecchio visibili.
    
    Il professore posò lo sguardo tra le sue stesse cosce, e, nel vederlo, ebbe una immensa voglia di toccarsi, ma si controllò, non poteva lasciarsi andare in quel modo.
    
    Lei però aveva tutta l'aria di volersi lasciare andare, infatti parlò ancora per prima.
    
    «Professore, le posso chiedere», fece una ...
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