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Sara e il professore - 3a parte
Data: 15/02/2021, Categorie: Etero Autore: alessandro1987
... pausa. «Cosa?» «Ecco, le posso chiedere, di farmelo vedere? Solo un attimo...» Nel dirlo abbassò ancora lo sguardo, forse pentita del suo stesso coraggio. «Farti vedere cosa?», rispose lui, fingendo platealmente di non capire. Lei di nuovo gettò un'occhiata in direzione dell'oggetto del dibattito, ma a parole non rispose. L'uomo mostrò di aver capito e, senza dire una parola, fece per aprirsi i pantaloni. Afferrò la sua cintura marrone, e l'aprì, con gentilezza. Poi prese tra le dita il grosso bottone sopra la cerniera e, in un sol gesto, lo sollevò dal suo incarico. Infine si abbassò la cerniera, ultimo tassello di quel processo. A quel punto i boxer neri del docente svettavano fuori dai calzoni, ormai aperti. Lui lì abbassò, con fermezza, scoprendo finalmente quel cazzo disperato. Prima la punta, poi, subito dopo, tutto il resto, divenne visibile agli occhi della ragazza. Durante l'intera operazione nessuno parlò, ma ora, con quel cazzo dritto e quelle palle gonfie davanti agli occhi, la studentessa decise infine di commentare. «Che grosso prof! Lo sapevo!» «Ah ah, che cosa, sapevi?», rispose lui, al solo scopo di nutrire il suo ego maschile. «Che ce l'aveva grosso! E lungo!» «Ah!, e così tu, a lezione, invece di studiare!», disse lui, scherzando, visibilmente soddisfatto della reazione. «Ma no prof, dai! Però è davvero lungo... e anche le palle sono grosse» «Quelle sono così perché sono eccitato, mica rimangono in quello stato ...
... sempre» «Sono dure? posso toccarle? disse lei, spudorata» «Beh... sono dure sì, se proprio vuoi posso fartele toccare, ma devi fare piano, capito?» «Capito!», e, nel dirlo, avvicinò la sua graziosa manina lì sotto, arrivando a tenere tra le dita uno dei due testicoli, per saggiarne la consistenza. «Ha ragione, è dura!», esclamò lei, con espressione di curiosità soddisfatta. Il professore aveva divaricato le gambe, e non capiva più nulla di ciò che gli accadeva intorno. In qualunque momento sarebbe potuto entrare qualcuno, e la sua carriera sarebbe allora finita. Ma, in quei secondi, l'unica cosa che riusciva a vedere era la sua ragazzina preferita, Sara, con le mani sulle sue palle, intenta ad esaminarle. Lei, con le dita, risalì per tutta la lunghezza del pene, e lo toccò, con delicatezza, fin sopra la cappella. L'uomo in quel momento ebbe un attimo di lucidità: «Sara, mi devi promettere che questo discorso rimane tra di noi, vero?» «Ma sì professore, non ho intenzione di parlarne a nessuno» Lui non poteva certo avere la certezza che la ragazza dicesse la verità, ma voleva crederci, doveva crederci se voleva raggiungere il suo scopo. «Senti, Sara, facciamo uno scambio alla pari, ti va?», chiese il professore. «In che senso?», rispose lei, interrompendo la sua opera manuale. «Beh, tu hai visto qualcosa di me, qualcosa di intimo, ora tocca a me vedere qualcosa di tuo, non trovi?» «Mmm, d'accordo, e cosa dovrei fare quindi?» «Beh, ad ...