1. Sara e il professore - 3a parte


    Data: 15/02/2021, Categorie: Etero Autore: alessandro1987

    ... esempio, potresti farmi vedere il sedere, no?»
    
    Lei fece per voltarsi, ma lui intervenne per fermarla. «No, non qui, vai alla cattedra, mettiti davanti alla cattedra»
    
    La ragazza, ubbidiente, si portò di fronte alla cattedra, in piedi.
    
    «Ok, ora, abbassati i jeans», ordinò lui.
    
    Di nuovo, senza esitare, lei si abbassò, lentamente, i pantaloni. Il professore rimase senza fiato per tutto il tempo. Vedeva affiorare, piano piano, un sedere meraviglioso, coccolato da delle mutandine bianche. Era sodo, eccome, e di pelle chiara, liscia. Una pesca. La ragazza aveva ormai completato la svestizione, e rimaneva lì, in piedi, con quel culo e quelle gambe snelle, affusolate, da far perdere la testa.
    
    Il professore, in estasi, si alzò, e si diresse verso la cattedra. Decise di sedersi sul banco subito dietro alla ragazza, a poca distanza da lei.
    
    Sara, sentendo che si avvicinava, parlò: «Devo fare altro?»
    
    «Sì, piegati in avanti»
    
    Lei si piegò, arrivando ad appoggiare il busto sulla cattedra, mettendo così bene in evidenza la passera, visibile sotto le mutandine.
    
    L'uomo allungò la mano, verso quel sedere splendido, e lo accarezzò. Le sue dita si muovevano rapide e vigorose, arrivando a sfiorarla tra le cosce. La ragazza reagì, divaricando leggermente le gambe. Il professore aveva però timore di andare oltre, e, volendo evitare di eccedere, tolse, a malincuore, la mano.
    
    D'altro canto aveva pure una erezione da manuale, e il cazzo di fuori, e quel sedere da record ...
    ... così vicino. Si trovò, quasi senza accorgersene, a masturbarsi, guardandolo. Sara non si accorse di nulla, era messa a pecorina con lo sguardo rivolto alla lavagna mentre, alle sue spalle, il docente si segava furiosamente. L'uomo aveva lo sguardo fisso su quel culetto, sulle mutandine bianche, sulla passerina che si intuiva lì sotto. La mano si muoveva rapida su e giù, senza ritegno.
    
    «Professore, cosa altro devo fare?»
    
    «Nulla cara, rimani ferma così», gli tremava la voce.
    
    «Ma che cosa sta facendo?», provò a chiedere lei, ma la risposta non arrivò, arrivò ben altro.
    
    L'insegnante infatti, dopo pochi secondi, sborrò ripetutamente, andando a colpire il culo di Sara. Gli schizzi biancastri, densi, le stavano già colando dalle mutandine, mentre ancora altri potenti getti erano in arrivo. Lui si rese conto di ciò che aveva fatto, di ciò che in fondo aveva voluto fare, e forse si pentì, ma ormai era tardi.
    
    «Profe...», iniziò lei.
    
    «Questo non era nei patti, mi pare», e nel dirlo si alzò in piedi, e si girò verso il professore. Dal tono della voce si intuiva come non fosse arrabbiata, solo stupita di quanto era successo. Lo sperma le colava dalle gambe, rivoli bagnati le si raccoglievano attorno alle caviglie.
    
    I due erano uno di fronte all'altro, l'uomo, con il cazzo in mano, ancora barzotto, la fissava, non sapendo bene cosa dire, e intanto ammirava quelle cosce sottili e aggraziate, e anche umide, grazie a lui. La ragazza invece, un po' spaesata per quanto era ...
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