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Relazione virtuale - cap. 2°
Data: 18/02/2021, Categorie: Etero Autore: prassitele
... Solo, non sapevamo se tu avresti avuto piacere ad unirti a noi per risolvere i nostri problemi.” “Io, come ti ho detto, sono sempre innamoratissimo di Miranda, e per la sua gioia, per la sua felicità darei pure la mia vita. Ma lei non mi chiede nulla, perché anche lei mi ama, mi ama moltissimo. Ma ha bisogno di fare del sesso, ed ha chiesto il mio aiuto. Ed io glielo do volentieri, perché so che questo serve alla sua felicità.” “Ecco, credo di averti detto tutto. Credo che hai capito cosa ti stiamo chiedendo. Tu pensavi forse che lei te lo aveva chiesto a mia insaputa, ma ha anche sondato le tue opinioni al riguardo di un eventuale rapporto con la mia presenza, e tu hai risposto positivamente, e questo a noi ha fatto immensamente piacere. Sarebbe stato, infatti, penoso, per me, per noi, se avessimo dovuto nasconderci, se avessimo dovuto mentire. Noi garantiamo e pretendiamo sincerità, chiarezza, oltre alle qualità fisiche indispensabili, ivi compresa l’igiene più assoluta e certificata, e la più assoluta discrezione, perché occupiamo un posto assai rilevante nella nostra società.” Risposi, finalmente: “Fausto, capisco che le mie, in questo momento, sono solo parole, ma se può rassicurarti un giuramento, posso giurarti che tutte le tue, le vostre pretese trovano in me perfetto riscontro. Anche io avevo le mie esigenze, le mie pretese, se no sai quante altre situazioni avrei potuto vivere! Ma solo adesso, avendo trovato persone adeguate ai miei desideri ed alle mie ...
... esigenze, soltanto adesso, solo con voi mi sento di vivere questa bellissima avventura, se voi lo desiderate.” Miranda, che evidentemente aveva ascoltato tutta la conversazione, a questo punto spuntò con il vassoio del caffè e, come se nulla fosse, posò il vassoio sul tavolinetto che stava tra le poltrone, ci porse un bicchiere di caffè a me e Fausto, ne prese uno per sé e venne a sedersi sulla coppia di braccioli affiancati delle poltrone che i due uomini occupavamo, appoggiando le sue prosperose forme alle braccia di ambedue. Sansone rispose immediatamente all’appello, ergendosi in tutta la sua maestà, pur costretto negli angusti limiti dei pantaloni. Bevvi il caffè. Poi, girandomi parzialmente sulla poltrona, verso la padrona di casa, mi permisi di prenderle la mano e di baciargliela in maniera volutamente sensuale, prima sul dorso, poi sul palmo, mentre i miei occhi incrociavano lo sguardo del marito. Egli sorrise soddisfatto, ammiccando in maniera complice. Quando tutti e tre posammo i bicchieri del caffè sul vassoio, Miranda si alzò, prese il vassoio e, dirigendosi verso la cucina, disse: “Giovanotti, non credete che sia il momento di cambiare stanza?” Fausto mi fece alzare, mi prese per un braccio e mi guidò in camera da letto, una bellissima camera molto spaziosa, dotata di un letto enorme, mentre sulla parete ai piedi dello stesso stava un armadio con tutte le ante a specchio, da terra a soffitto, dentro il quale si rifletteva un’altra enorme camera con ...