-
La Dottoressa Angela - Il caro Jacob
Data: 24/04/2021, Categorie: interviste, Autore: Angela Kavinsky
... notte, addirittura (e ripeto, potete crederci o non crederci) organizzai una festicciola con 7 ragazzi di una confraternita, che mi fecero di tutto. Uno nella fica, uno nel culo, uno in bocca. 2 nelle mani e 2 nei piedi, che si alternavano con gioia. Sentivo sul mio corpo ogni genere di sensazione: cazzi tra le dita dei piedi, cazzi sotto le ginocchia, cazzi che mi sborravano sotto le ascelle. Le dita delle mani e dei piedi appiccicaticce, il culo sfondato, la fica dolorante. Per quanto possibile, ero addirittura più dissoluta di prima. Solo che ora non lo facevo per non pensare a lui, ma per fargliela pagare. Mi facevo le foto e i video mentre scopavo, e poi gliele mandavo per e-mail. Si può essere più crudeli? Eppure, lui sembrava non essere interessato a quello che facevo, e la cosa mi faceva arrabbiare. “Se lo fai per farmi ingelosire, sappi questo: si, sono gelosissimo e si, me lo merito. Per quello che ho fatto merito di soffrire. Ma sappi anche questo. Vederti gioire a fare sesso mi rende felice. Perché ciò che rende felice te rende felice me. Mio amore, mia regina, mia dea”. Queste erano le sue risposte alle mie ripicche. Quando non dovevo studiare e non avevo nessuno da scopare, me ne stavo nella mia camera a piangere. Finché Jacob non mi salvò. TOC TOC “Ciao Angela. Volevo darti questo”. Non mi chiese nemmeno di entrare; se ne rimase immobile sulla soglia, consegnandomi una busta bianca. “è di mio padre”. La lettera diceva che l’università di Milano aveva accolto ...
... la mia candidatura al trasferimento. Era firmata sia dal rettore dell’università di Zurigo che da quello di Milano. Non capivo. “Ti ho rovinato la vita, e non so se questo può rimediare a quello che ti ho fatto… Non sei obbligata a farlo ma ascoltami: ho chiamato mio padre. Lui come ben sai è un’autorità in campo scientifico. È molto rispettato dal mondo accademico. Ho parlato con lui, dicendogli che eri la mia fidanzata; lui ne è rimasto sorpreso ed entusiasta; gli ho detto che sei bellissima, bionda e con gli occhi azzurri. Da come gliene ho parlato, è già pazzo di te! Ha chiamato il rettore dell’università di Milano, un suo vecchio amico; lì hanno un corso di psicologia tra i migliori d’Europa. Gli ha detto di fare richiesta per averti. Da lì in poi è stata una passeggiata: hanno visto i tuoi voti, hanno capito che hai davanti a te un grande futuro. Ti vogliono. Se non vuoi non sei obbligata, lo ripeto, ma visto che qui non eri più a tuo agio… Cominciai a capire. Jacob ormai aveva perso la testa. Da quando lo avevo picchiato di santa ragione, aveva sviluppato un’ossessione nei miei confronti. Avrei anche potuto piantargli una martellata in testa e lui mi avrebbe sorriso e si sarebbe inchinato a baciarmi i piedi. “E poi… ti ricordi quando mi dicevi che volevi andare in Italia? Ora puoi!” “Con quali soldi Jacob?” “Come con quali soldi? Io sono il tuo schiavo. Che schiavo sarei se non badassi alla mia regina? Tu non devi pensare a questo; studia, e ti prometto che farò in modo ...