1. La Dottoressa Angela - Il caro Jacob


    Data: 24/04/2021, Categorie: interviste, Autore: Angela Kavinsky

    ... comprendere il loro stato d’animo… Sono l’unica psicoterapeuta a lavorare in questo modo; gli altri psicoterapeuti non concordano con me e anzi, per evitare di finire come “Angela Ingoio” tendo a chiedere ai miei pazienti di evitare di parlare delle mie pratiche in giro; come io mantengo il segreto professionale, anche loro devono farlo con me (loro ovviamente non sanno che io scrivo dei loro cosiddetti “casi clinici” e comunque tengo i loro nomi segreti). La mia relazione con Jacob? Ma ve l’ho detto! Lui è il mio schiavo… certo, sarebbe uno spreco non usufruire di quel bel 30 centimetri. E va bene; vi racconterò di quanto successo ieri, l’ultima volta che lo abbiamo fatto, ma poi basta, poiché mi sono dilungata fin troppo su me e Jacob. Ieri gli ho cortesemente chiesto di leccarmi i piedi, come faccio tutti i giorni, e così, con i piedi sulla scrivania lui comincia a leccare e leccare, e sento sgusciare la sua lingua attraverso le mie dita… Mentre fa questo, vedo il suo pacco gonfiarsi. Così rido e chiedo a Jacob di tirarlo fuori e di strusciare la sua cappella sulle piante dei miei piedi. Lui ovviamente obbedisce, come sempre. D’improvviso, vedo che non ...
    ... riesce a trattenersi così gli ordino di resistere, che se viene ne sarò molto dispiaciuta. Lui smette di masturbarsi, molto sofferente, e io tolgo i piedi dalla scrivania, mi metto davanti a lui e spalancò le gambe. Quando lo sento entrare lui viene istantaneamente, ma io no, quindi, con il cazzo già spremuto, gli chiedo di scoparmi. La cosa dura almeno mezz’ora con lui che si dimena avanti e indietro e io che rido! quando sono soddisfatta, me lo prendo in bocca e lo faccia venire per la seconda volta. Poi lo bacio, con passione. Lo bacio solo quando ho la bocca piena di sborra, perché so che lui non mi direbbe comunque mai di no! Abbiamo finito? …………… …………… …………… «Dottoressa Kavinsky, è stato un piacere leggere della sua storia e delle sue esperienze, professionali e non. Non capita spesso di poter “psicanalizzare” un collega, ma sono felice che lei abbia scelto me per farlo. Spero di vederla presto e gradirei, se per lei non è un problema, approfondire il periodo all’università di Zurigo; quello in cui veniva definita “Angela Ingoio”; lo ritengo focale per poter continuare nel migliore dei modi la terapia. Un cordiale arrivederci e mi saluti tanto Jacob. A presto» 
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