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La Dottoressa Angela - Il caro Jacob
Data: 24/04/2021, Categorie: interviste, Autore: Angela Kavinsky
... che tu abbia lo studio dei tuoi sogni. Visto che stai per andare in Italia, con una meravigliosa vista sul mare!” E quale mare più bello di quello di Napoli? A Milano mi diedi una regolata. Studiavo, studiavo, studiavo, e solo qualche volta scopavo. Scopare mi piaceva sempre, ma a Milano ero solo una delle tante, non più la troia per antonomasia; avevo dei fidanzati, fissi, e non accettavo (quasi) mai il sesso occasionale. Finiti gli studi, ovviamente con il massimo dei voti, Jacob, come promesso, acquistò per me un bel appartamento a Posillipo, Napoli, che subito trasformai in uno studio privato. Non ho ben chiaro se in quegli anni Jacob fece “qualcosa, qualsiasi cosa” magari anche con delle ragazze ma ne dubito; me lo immagino seduto ai piedi del divano, come un cagnolino, ad aspettare mie notizie. Quell’immagine così triste mi costrinse a chiamarlo al cellulare. “Jacob, so che non ti sei laureato ma… vieni qui, ho bisogno di un segretario…” e lui, come un cagnolino scodinzolante, si trasferì a Napoli, per lavorare assieme a me. Ora sono io a pagare lui. Lui non avrebbe voluto i miei soldi, ma gli dissi che avere uno stipendio pagato era una condizione imprescindibile per lavorare con me. So che detta così sembra una stronzata ma Jacob si è sempre considerato come uno schiavo nei miei confronti, quindi il fatto di prendere soldi da me lo disturbava. Gli dissi che io ero la padrona, quella che paga, mentre lui era lo schiavo, ossia quello che lavora. Può sembrare ...
... irrispettoso nei confronti degli onesti lavoratori, ma fu l’unico modo per convincerlo a non lavorare gratis e, quindi, a non morire di fame, visto che il paparino aveva (giustamente) smesso di passargli la paghetta quando aveva saputo che aveva trovato lavoro. È così che è andata; una storia assurda. Se penso a quando io ero pazza di lui… Ora lo tratto male; gli dico che nonostante tutto non l’ho mai perdonato. Penso che lui sia contento così, perché ha un pretesto per adorarmi come una dea. Ovviamente ora sono “la dottoressa”, per ovvi motivi, così puoi chiamarmi in questo modo anche in pubblico senza apparire come il pazzo che è! Per quanto riguarda la mia vita sessuale, la mia esperienza all’università, nonostante si stata dolorosa sotto certi aspetti, mi ha permesso di esplorare più a fondo l’universo dell’erotismo. Conosco ogni aspetto del sesso. Qui in Italia poi ho approfondito alcune tematiche, come per esempio l’omosessualità. Comunque non si smette mai di imparare! Il mio approccio alla disciplina della psicoterapia è semplice: provare sulla mia pelle le insicurezze e i problemi dei miei pazienti. I pazienti che credono di avere il pene piccolo si ricredono quando glielo succhio; quelli che sono convinti di non essere bravi a scopare giocano con la mia fica, ed imparano. Una ragazza aveva paura di essere una pervertita perché adorava bere il piscio del fidanzato; quando io ho bevuto il suo di piscio si è dovuta ricredere! Sta tutto nel mettere le persone a proprio agio, a ...