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Io Sono Elbe |1| Routine
Data: 04/06/2021, Categorie: pulp, Autore: Cigno
... pancia, per far abbassare il diaframma. Durante l'espirazione, fece passare l'aria attraverso le corde vocali, come ad emettere un delicato soffio sonoro. Alice aveva pochi metodi per sopravvivere alle turbolente abitudini giornaliere: Uno di questi era la meditazione. Ella cercava sempre di trovare il tempo adatto per ricostituire il proprio stato psico-fisico. Ogni volta che ne aveva occasione, sfruttava il comodo letto in velluto dei pazienti per schiarire i pensieri e rilassare il corpo. Era una pratica ormai consolidata. D'un tratto, aprì gli occhi. Il suo sguardo incontrò il caldo beige del soffitto. Stavolta non c'era alcuna finestra veneziana a creare ombre. Osservò il vuoto davanti a sé e abbandonò le braccia. Sdraiata per com'era, sembrava un cadavere. Eppure il suo respiro, sebbene ormai a riposo, era ancora vispo, carico e fremente. Distolse lo sguardo dal soffitto e lo dedicò alle dita dei piedi, coperte dai collant. Cercò di muovere soltanto gli alluci, poi le altre dita, in sequenza. Ripetè quell'azione per qualche minuto, dopodiché alzò nuovamente la gonna del tailleur, per permettere alle gambe di andare verso l'alto. Un piccolo esercizio, a gambe tese. Da posizione sdraiata a posizione verticale. Poi iniziò a divaricare le cosce, per far rilassare i quadricipiti. Dovette alzare la gonna di qualche centimetro ulteriore. Aperte-chiuse. Chiuse-Aperte. Un ciclo costante. Si ritrovò con le ginocchia al massimo della distanza consentita e conseguentemente fece ...
... cadere l'occhio sul proprio pube. Il tailleur era così rialzato da far scorgere le mutandine bianche di pizzo. Aggrottò la fronte e si morse un labbro. Chiuse le gambe. Poi le riaprì. Richiuse le gambe e le riaprì. Dunque distese le gambe e le riportò su, senza staccare gli occhi dal basso ventre. Riosservò il soffitto, con falsa timidezza. Iniziò un movimento furtivo con la mano, come se tentasse di non farsi accorgere da se stessa. Essa prima sfiorò l'esterno coscia, poi si portò dal lato interno. Quindi ridiscese lungo la linea nera dei collant fino ad arrivare all'elastico autoreggente. Si morse nuovamente il labbro, cercando di sbirciare con la coda dell'occhio i suoi stessi movimenti. La passeggiata delle sue dita terminò in corrispondenza del bordo delle mutandine. Timidamente, ne scostò il tessuto per far passare un dito, poi altre due dita, infine la mano intera. I polpastrelli si accorsero immediatamente della presenza di una componente crespa, concentrata tutta al centro. Erano i suoi peli pubici. Alice chiuse gli occhi e aprì la bocca. Oltre alla meditazione, esisteva un altro metodo. La mano rilevò un ambiente umido, sotto le mutandine. Segno che di fatto fosse già tutto predisposto. La seconda mano dunque, come da protocollo, iniziò anch'essa una lenta marcia verso la zona erogena più vicina. In quel caso, la mammella destra. Alice mugolò. Le piaceva molto accompagnare i gesti con dei versi. La masturbazione è un momento privato i cui partecipanti condividono il ...