Storia di Hélène
Data: 26/06/2022,
Categorie:
Dominazione / BDSM
Tue Racconti
Autore: helene89@mail.com
... non poteva più essere aiutata da lei come era accaduto in passato; tutto si stava tremendamente complicando, e la ragazzotta in cuor suo lo sapeva. Ma se da un lato avrebbe desiderato tornare indietro, ai giorni tranquilli e un po’ noiosi del Convitto, dall’altro era terribilmente attratta dalla vita allegra e sfrenata della sua nuova residenza, col viavai di uomini e la sfrontata leggerezza delle inquiline che l’abitavano.
Lorenzo era partito la domenica stessa, dopo una sola notte, e Chiara a quanto pare ne era restata tutt’altro che desolata e affranta: aveva preso a vestirsi e a curarsi in maniera assai più ricercata nell’aspetto, come se da quel momento in poi, qualcosa in lei si fosse definitivamente sbloccato. Paula invece sembrava tutto ad un tratto più chiusa ed introversa, era come se di contro, il freddo dell’autunno e le prime gocce di pioggia l’avessero intristita ed inaridita.
Senza alcun preavviso, la sera di quel giovedì il citofono squillò in modo perentorio ed insistito. Fu proprio Hélène a rispondere, con un semplice “oui” un po’ pomposo e decisamente fuori contesto; dall’altro lato si udirono le voci di alcuni maschi, erano Marco, Costanzo e Lele che si erano presentati dopo una cena al rione, e qualche birra di troppo.
Hélène ristette nel corridoio, poi chiese scusa un istante, e lasciando la cornetta del citofono che penzolava lungo tutta la parete, corse in cucina ad avvisare Chiara, mentre Paula era chiusa in bagno.
La biondina era completamente ...
... struccata ed indossava un pantaloncino di spugna di color fuxia; fece a Hélène un gesto della mano, di non aprire la porta ai tre ragazzi: probabilmente desiderava potersi vestire e truccare meglio. Ma nel frattempo qualcuno doveva avere aperto loro l’ingresso al piano di sopra, e adesso le voci scure e profonde dei tre amici risuonavano belle nitide lungo tutta la rampa delle scale. Dopo un solo istante, suonarono alla porta, e allora Hélène dovette chiedere loro scusa una volta ancora, sussurrando qualcosa di incomprensibile mentre osservava le tre sagome buie attraverso lo spioncino.
In quel preciso momento, ebbe un sentimento strano, di minaccia e di pericolo, ed istintivamente fece ritorno in cucina, dove però non vi era più nessuno. Si avvicinò quindi alla camera da letto delle due coinquiline, e vi ritrovò Chiara nell’intento di pettinarsi e truccarsi le ciglia, in assoluta fretta. Il campanello suonò di nuovo, e allora fu Chiara stessa a sollecitarla, dicendole: “Allora? … non vai ad aprire ?!?…”.
La porta si schiuse, Hélène era vestita con una semplice tuta e non si era neppure lavata i capelli, che erano tutti legati e piuttosto sciatti; vide i tre maschi entrare uno dopo l’altro, e solamente Lele le si avvicinò sfiorandole un braccio nell’intento di mostrarle un minimo di simpatia. Li vide accomodarsi attorno al tavolo del salone, come se quella fosse stata fin da sempre, la loro casa.
Voleva rinchiudersi nella sua camera da letto, ma per farlo avrebbe dovuto ...