Come da Copione
Data: 17/09/2018,
Categorie:
Dominazione / BDSM
Autore: Vanj B.
... punzecchiavo, una birra in più e alla fine mi disse che aveva trovato una tipa da sballo che si scopava a casa, ma non mi disse chi era. Ero molto curioso e continuavo a fargli domande anche nei giorni successivi finché mi prende di petto e dice: vuoi scoparla anche tu?, vieni a casa mia domani pomeriggio e lo faremo insieme, lei è disponibile. Ho accettato perché ero convinto che volesse farmi uno scherzo, così mi sono presentato. Aspetta un momento, prima che vai avanti, devo dire una cosa: è vero, avevo un forte desiderio di dirvelo, anche perché siete amici fidati ed ero curioso di vedere la vostra reazione, però, dopo alcune settimane che veniva a casa, era molto forte in me l’idea e soprattutto l’eccitazione di scoprire fino a che punto fosse disposta ad arrivare. A volte avevo l’impressione che la storia dei negativi fosse tutta una farsa, che sapesse benissimo che non esistevano. Pensate alla sua situazione, probabilmente era una donna sola con un gran bisogno di qualcuno e soprattutto di soldi e noi gliene davamo parecchi. Poteva essere una forma di vendetta verso il marito. Oppure poteva essere una Troia. Non essere così volgare, qualsiasi verità fosse, era molto remissiva, dolce, e a volte malinconica. Anche se faceva la “dura” ti metteva sempre a tuo agio. E te lo faceva tirare di brutto. Si.., e soprattutto non si tirava indietro. Quel pomeriggio, quando è arrivata, come il solito è andata a spogliarsi in camera, l’ho seguita, ho aspettato che rimanesse in slip e ...
... reggiseno poi, l’ho fatta sedere sul letto e ho detto: oggi faremo un gioco nuovo. Ho preso un foulard nero e l’ho stretto su gli occhi in modo che non vedesse nulla e le ho detto: rimani qui fino a quando verrò a prenderti. Con voce spaventata e timorosa mi dice: mi raccomando, non fare brutti scherzi. Stai tranquilla, rispondo cercando di tenere un tono rassicurante. Quando ha aperto la porta di casa, ho visto che aveva abbassato le tapparelle, aveva acceso delle luci molto soffuse e intime e aveva messo della musica lenta. Sul tavolino del salotto c’era lo champagne pronto per essere stappato ed io mi convincevo sempre di più che stavo per subire uno dei soliti scherzi, così sono entrato spavaldamente e alzando la voce ho detto: permesso?, posso entrare?, è qui che si scopa di brutto?. M’ha risposto con quella voce seria di quando è incazzato: smettila di fare il cretino e chiudi la porta. Ho abbassato la voce, mi sono seduto sul divano e gli ho chiesto: è qui?. Si, ma se fai così rischiamo di rovinare tutto. Allora non è uno scherzo..!!!. Ma quale scherzo, adesso vado a prenderla, mi raccomando, non fare lo stronzo. E’ entrato nel salone tenendola per mano e, quando l’ho vista, sono rimasto incredulo, talmente esterrefatto che continuavo a pensare: non può essere lei, non ci credo, non ci credo non è possibile. Ero shoccato, assolutamente sconvolto, ma ci pensate?, la prof. in mutandine e reggiseno con gli occhi bendati. Gliel’ho lasciata davanti e gli ho detto: prendile ...