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Io Sono Elbe |8| Deja Vecu
Data: 02/06/2019, Categorie: pulp, Autore: Cigno
... magnetizzata. Le sue gambe la guidavano senza che lei potesse opporsi. Chi l'aveva chiamata? Probabilmente qualche vicino disturbato dalle grida disperate e dalle urla. Arrivata a poca distanza, si nascose dietro alcuni cespugli e osservò la scena. La volante era ferma davanti l'ingresso del loft. I poliziotti erano già dentro. Uno di loro sembrava parlare al telefono. Non riuscì a capire molto ma sembrava abbastanza serio e scuro in volto. Cercò di scorgere eventuali movimenti. Un secondo poliziotto richiamò il primo ed entrarono insieme. Una signora, anziana, sulla settantina, stava lì nelle vicinanze. Portava le mani ai capelli e cercava di attirare l'attenzione. Uno dei poliziotti la invitò ad allontanarsi. Era chiaro che la situazione fosse ormai irrecuperabile. Dopo alcuni minuti, ulteriori sirene iniziarono a farsi sentire. Più chiassose, più numerose. Alice rimase elettrizzata. Era Un'ambulanza. Doveva scappare. Non poteva farsi trovare lì, a spiare una scena del crimine. Tuttavia, perché scappare? Era lei la vittima! Doveva palesarsi, farsi soccorrere dai medici. Doveva allertare le forze dell'ordine. Tutto ciò che il suo stato di shock le permise di fare fu rimanere accovacciata dietro i cespugli, dall'altro lato della strada. D'un tratto, la sua mente iniziò a vagare in modo totalmente autonomo. Il profumo dei cespugli, il buio di una strada. La sensazione di freddo e di insicurezza. Lo strano via vai di gente in lontananza. Si sentiva come se avesse già vissuto ...
... quegli eventi. Tale fenomeno è chiamato “Deja-Veçu”. La differenza sostanziale col dej-vu è il tipo di esperienza. In quest'ultimo è visiva, immediata, facilmente riconoscibile come tale. Tutti hanno avuto un Deja-vu nella propria vita. Nel Deja-Veçu, invece, l'esperienza è più complessa. Esso include differenti aspetti della sensibilità. Il tatto. L'udito. Le emozioni. E' come se si rivivesse una esperienza per intero, sebbene consapevoli di trovarsi lì per la prima volta e di non aver mai fatto quel tipo di azioni. I neurofisiologi, gli psichiatri e gli psicoanalisti generalmente descrivono questi eventi come “Corto-circuiti cerebrali”. Ogni tanto il cervello, per un sovraccarico di stress o di input, elabora le nuove informazioni in modo errato e le fa percepire come “rievocate” dalla memoria. Falsi ricordi. Alice conosceva il fenomeno. Molti suoi pazienti le avevano descritto un Deja-Veçu in passato ma non le era mai capitato di viverne uno in prima persona. D'altronde, era ancora in fase di Shock. Doveva immaginarselo, prima o poi, che la mente avrebbe giocato brutti scherzi. Si sforzò di associare quel tipo di scenario a qualcosa di immaginario. Mentre era ben intenzionata a nascondersi, pur continuando a guardare a distanza lo svolgersi delle scene, ricordò alcuni particolari. Una pioggia intensa. Un corpo nudo, nascosto tra i cespugli. Una scena di sesso controversa e misteriosa. “Pioggia”. Il capitolo del diario di Elizabeth. Il suo capitolo preferito, quello su cui ...