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Il ricatto 6
Data: 27/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: nh-paul
... vero!” saltò su Michele, sentendosi calunniato, ma una carezza di Corrado lo calmò immediatamente. Capì che stava raccontando una bugia a Francesco, soltanto per rendere più convincente quello che stavano facendo. “Ah.. allora posso continuare…” disse incautamente il futuro filosofo “non dovevi farti le seghe, fanno male, senti?” E giù botte che, essendoci una buona giustificazione per entrambi, Michele era doppiamente felice di prendere e Francesco contento di dargli. Corrado si sentiva sempre più una macchina calcolatrice che un essere umano. Dio, quante gliene avrebbe date, anche a costo di legarlo. Una per una, tutte. Fu il pianto, non più tanto silenzioso del piccolo, a riportarlo alla realtà. Francesco, com’era accaduto a lui le prime volte, non sapeva quando fermarsi. Ed ora era il momento di farlo. Gli bloccò la mano che stava per colpire un’altra volta il culetto arrossato del ragazzino. “Basta adesso!” Francesco aveva l’affanno, le pupille dilatate, la bocca aperta, insomma era parecchio su di giri, il cazzo duro gli puntava dritto verso l’alto ed era pronto a tornare in azione, anzi ad andare dritto dove era destinato ad entrare. “Michele, mettiti sul letto” ordinò Corrado e il piccolo, sapendo che era il momento delle coccole che seguivano ogni sculacciata, corse a riceverle. Si stese sul letto a pancia sotto, mostrando il sedere arrossato, mentre si asciugava le lacrime, strofinando la faccia sul cuscino. “Adesso dobbiamo consolarlo un ...
... poco…” spiegò Corrado e cominciò ad accarezzare le natiche, con delicatezza “Francesco, fallo tu, ma piano, perché fa male e gli brucia.” Quello non si fece pregare e con tutte e due la mani prese a frizionare delicatamente il culetto di Michele che da parte sua aveva già cominciato a mormorare di piacere. “Aprigli le natiche, piano… senza smettere di accarezzarlo” suggerì Corrado “vedi il buco?” “Si…” “È la che glielo devi infilare. Te la senti?” “Non lo so!” “È così piccolo vedi? Ma si allarga. Si può rendere molto più largo! Bisogna fare con calma e senza fretta, sennò gli fai male…” Francesco sospirò e lo fece anche Michele, sempre più arrapato a sentire parlare di sé, del suo buchetto, capendo quanto gli volesse bene il suo padrone. “Appoggia il dito, accarezzalo, tutto intorno. Così… e adesso spingi in poco…” Michele sobbalzò, perché Francesco spinse troppo, infilandogli il dito. “No, ti ho detto di fare piano! Leccati il dito e infilalo lentamente…” “Leccare?” Francesco fece la faccia schifata. Corrado non mosse un muscolo, pregustando un altro momento di rivincita per l’indomani: “Se non vuoi, fallo leccare a lui. È giusto così che ognuno si lecchi quello che gli andrà dentro, no?” E così Francesco infilò il dito in bocca a Michele che lo umettò voluttuosamente. Così bagnato l’indice andò facilmente a segno. “Entra e ed esci, lentamente, dentro e fuori. Come se lo stessi scopando, come farai fra poco. Adesso fatti bagnare due ...