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Un incontro speciale
Data: 02/02/2020, Categorie: Etero Autore: bingo26
... con le gambe oscenamente spalancate e una luce puntata sulla sua parte più intima. Mi appoggiai allo schienale della sedia, con un’espressione al tempo stesso concentrata e interessata, mentre le dita di Fabrizia si muovevano con perizia tra le sue pieghe interne ed esterne, avvolgendo il clitoride in rapidi cerchi, con mosse abili e precisamente orchestrate. La osservavo con interesse, il modo in cui lei reagiva ai miei commenti e alle mie istruzioni, alle richieste di andare più veloce o di rallentare, alle promesse di ciò che le avrei fatto in seguito. Fu una di quelle promesse a farla venire con impeto, mentre un gemito soffocato le sfuggiva dalle labbra e il suo corpo era scosso dai brividi. Dalla mia posizione privilegiata potetti vedere i muscoli della vagina di Fabrizia contrarsi e stabilì che non stava fingendo… anche se un’eventualità del genere non mi sarebbe parsa possibile. La sollevai in un abbraccio, lei avvolse le sue gambe intorno alla vita, premendosi la fica bagnata contro di me. «Baciami» le dissi. Mentre le infilavo la lingua in bocca, insinuandomi con delicatezza tra le sue labbra, e raggiungevo la sua lingua intrecciandosi a essa, la mia mano le toccava il capezzolo durissimo di un seno. Adesso sentivo il sapore di Fabrizia, un cocktail di impressioni senza una nota dominante, un lieve sentore del caffè di fine pasto, la morbidezza del suo corpo stretto al mio. Percepì traccia di un profumo o di una crema per il corpo. Un misto di arancia e ...
... cannella che era da stordimento per i miei sensi. «Alza le braccia» le chiesi. Le sfilai la camicetta dalla testa scompigliandole i capelli e la feci piegare all’indietro, per cui lei fu costretta ad abbassare le gambe e si ritrovò in piedi sul pavimento, mentre le mie mani iniziavano a percorrerle la pelle nuda, accarezzandola, esplorandola dappertutto, sulla schiena, sulle spalle, sul culo segnato dal livido che sicuramente stava pian piano scomparendo. Poi la presi per il mento e la attirai a me per un secondo bacio… Ma il primo si era mai interrotto? Lei non se n’era accorta. La spinsi sul letto. Fabrizia si lasciò cadere all’indietro e mi guardò mentre mi spogliavo. Prima la camicia, quindi i pantaloni, che scalciai via, e infine i boxer neri. Fabrizia vide il mio pene, arrossato, eretto, percorso da vene in rilievo. La tirai sul bordo del letto, poi mi inginocchiai, le allargai le gambe e feci scorrere lentamente la punta di un dito dalla caviglia all’interno della coscia, fino a lambirle la fica. Il corpo di lei rabbrividì in risposta a quel tocco. Le sfiorai con le labbra la parte interna della coscia e la stuzzicai baciandola ovunque tranne che nel punto in cui lei desiderava essere baciata. Fabrizia gemette eccitata, inarcandosi verso di me. Così mi scostai, feci una pausa lasciandola agonizzare e poi affondai il viso tra le sue gambe. Lei sospirò con malcelato piacere, percorsa dai brividi mentre la mia lingua iniziava a esplorarla. Per un attimo ...