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Sono tua
Data: 03/03/2020, Categorie: Etero Autore: schiavadelcazzo
... piaciuto farmi vedere e sentire da altri uomini mentre vengo scopata?!? MAuro era bravo a estrapolare la parte più troia di me! Finito di godere mi avvicinò le sue dita che poco prima mi stavano scopando in figa e mi costrinse a leccare e succhiare tutti i miei umori. Una volta ripulite mi prese e mi girò di forza di nuovo a 4 zampe; adesso voleva scoparmi, possedermi e a me eccitava far sapere agli altri che in quel momento ero sua fregandomene di cosa stesse succedendo all’infuori del nostro amplesso. A quei pensieri ,con il suo cazzo che mi scopava di prepotenza come piace a me, venni. Godevo. Urlavo. Lui venne di nuovo sul mio sedere e subito dopo mi prese per i capelli obbligandomi a ripulirgli il cazzo in bocca e sentii subito il gusto della sua sborra unito al gusto dei miei umori. Il suo membro era ancora duro, potevo alternare il passaggio della mia lungua sulla cappella turgida al prendere tutto il pene in bocca fino in gola come piace a me. Ci coricammo nuovamente mentre Cristina tornò con il suo schiavo verso di noi. Lo fece appoggiare ad un lettino stile quello del ginecologo attrezzato con delle cavigliere che scendevano dal soffitto e delle manette attaccate al muro che servivano ad immobilizzare lo/a sventurato/a. La mistress si stava preparando ad inculare il poveretto davanti a noi che intanto eravamo tornati a coccolarci; mi veniva da ridere, Mauro mi sbeffeggiava dicendo che avrei voluto essere legata su quel lettino. Effettivamente l’idea mi ...
... allettava parecchio. Cristina si stava lavorando “la sua troia” come lo chiamava lei e io mi rieccitavo nuovamente a quella scena: cominciai a leccare con delicatezza l’orecchio di Mauro, prendendo in bocca il lobo e succhiandolo dolcemente come fosse un piccolo cazzo, le mani erano tornate ad accarezzargli il petto e mi sembrava che lui gradisse questo mio trattamento. Quando quello strano lettino fu libero Mauro tornò a sottolineare ce ero troppo troia per non volerlo provare. Mi invitò quindi a sottopormi a una sua “visita ginecologica”. Divertita da quel gioco mi avvicinai al lettino e mi stesi. Mi prese prima una gamba, poi l’altra, e le legò alle cavigliere che scendevano dal soffitto. Adesso il mio sesso era completamente a sua disposizione, non potevo ribellarmi poi tanto. Non contento decise che dovevo avere anche le mani legate. Dovetti aiutarlo ad ammanettarmi e ridemmo complici di quella situazione. Una volta legata anche dai polsi ero immobilizzata del tutto e vedevo lui chiaramente divertito. Quella posizione doveva dargli una sensazione di grande potere su di me; cominciò a strusciarmi il suo ventre sulla figa per poi sfiorarmi con le dita. Ricominciò a sbeffeggiarmi, non riuscivo a bagnarmi nonostante l’eccitazione che provavo, probabilmente la stanchezza cominciava a farsi sentire. Intervenne nuovamente Cristina che si era appena liberata dello schiavo che uscì dalla mansarda di nuovo come un uomo distinto e insospettabile. Ero in loro baia. Prese una ...