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Sono tua
Data: 03/03/2020, Categorie: Etero Autore: schiavadelcazzo
... lubrificante e me ne versò una notevole quantità sul clitoride per permettere a Mauro di penetrarmi e sgrillettarmi con le dita. Ricominciò a scoparmi così e la mi eccitazione saliva, le adesso era affianco a guardare la scena e io legata e immobilizzata sentivo di non potermi ribellare come feci all’inizio del pomeriggio. Mi chiese il permesso di toccarmi e a quella richiesta gentile non seppi rifiutare. Si misero a masturbarmi in due, una che si occupava sapientemente del mio clitoride e l’altro che mi penetrava con le dita; cominciai a godere. Si alternavano davanti a me a dedicarsi ai miei buchini, un po’ il culo , un po’ la figa. Mentre continuavo a godere sentivo loro che parlavano di me come se non fossi stata presente, mi davano della troia, si chiedevano se stessi fingendo per prendersi gioco di me e ad ogni orgasmo confermavo la loro idea che fossi una zoccola fatta e finita. A differenza di qualche ora prima quelle parole non facevano che eccitarmi sempre di più. Mi sentivo impotente, sottomessa, in poche parole sua, In suo potere, la sua troia. Mentre Cristina si occupava di farmi godere scopandomi con un fallo finto e imponendomi di stare ferma e zitta lui mi era affianco a tenermi la mano e godersi lo spettacolo. All’ennesimo orgasmo lo ammisi: “SONO LA TUA TROIA!”. La domanda che gli avevo rivolto un’oretta primna adesso aveva la sua risposta. A quelle parole si avvicinò obbligandomi ad ammettere quello che questa affermazione implicava: “quindi io sono…?” ...
... senza un attimo di esitazione completai la frase:”il mio PADRONE”. Era fatta, lo avevo ammesso. Sapevo che non si sarebbe più tornati indietro. Adesso ero sua, irreversibilmente sua. Continuava a tenermi la mano, come per accudirmi e godere con me di tutti quegli orgasmi. Si allontanò e vidi che prese un frustino…, caspita non ero mai stata frustata, ne avevo paura. Partì un primo colpo, leggero, meno intenso di una sculacciata che mi fece sobbalzare. Non so cosa pensava lui, se notò una mia eccitazione mista a preoccupazione per questo suo nuovo potere. I colpi aumentarono di intensità, mi piaceva. Avrebbe potuto farmi anche più male ma invece fu molto delicato. Mi chiesi se mi sarebbe piaciuto essere punita così con quel frustino per la mia ribellione di prima. Non seppi darmi una risposta e mentre lui continuava a sculacciarmi in quel modo e Cristina continuava a scoparmi io venivo in continuazione senza potermi dimenare come mio solito a causa delle cavigliere e polsiere che mi immobilizzavano. Ero in estasi, in quel momento tutto mi eccitava, mi faceva andare fuori di testa. A lui piaceva vedermi sudata in quel modo, delineava tutto il piacere che stavo provando in quel momento. A un certo punto mi chiese se avessi voglia di leccare la figa di lei. Non capivo più nulla dicevo si a qualsiasi cosa. Mi liberarono le mani dalle polsiere e si sedette sul mio viso: scostai il perizoma e mi trovai la sua figa proprio all’altezza della amia bocca. Mauro continuava a scoparmi ...