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Festa alla festa
Data: 05/03/2020, Categorie: Etero Autore: 2porcellini2
... una sensazione nuova, come se avesse preso una supposta, però, pesante e grande, la sentiva che era rimasta lì. Sorrise. Dopo avergli infilato il gioiello lei le passò avanti, le prese il viso tra le mani e la baciò appassionatamente. "Ora è il mio turno immagino" interruppe lui. Loro si girarono e lo guardarono, la sua erezione era molto evidente, i pantaloni risultavano bagnati all'altezza del pene. Scoppiarono a ridere entrambe. "Ma certo amore mio vieni qui". "Tu mettiti pure seduta sul bordo del baule e guarda in silenzio" disse in tono tagliente a lei. Lui si avvicinò e le si mise di fianco, lei gli abbassò i pantaloni e glielo prese in mano, carezzandolo alternativamente alle palle. Era già duro e molto bagnato, lo sfiorà con le dita poi assaggiò, iniziò quindi a menarglielo ritmicamente, dapprima piano poi aumentando il ritmo. "Guarda troietta" le disse, ma non ce ne era bisogno, i suoi occhi erano incollati al pisello e l'attenzione era tale da non fare caso al freddo del baule che le carezzava le natiche ne al plug anale che era dentro di lei. "Come vuoi che la finiamo tesoro mio?" "Non saprei cara tu che dici?" rispose a fatica. Improvvisamente, senza smettere di menarlo, le prese i capelli e facendole male le avvicinò la faccia al pisello del compagno. "Ti piacerebbe ti sborrasse in faccia eh ammettilo. O magari preferiresti succhiarglielo un pò e sentirlo venire in bocca, per assaggiare il suo nettare" "..s sì padrona" ...
... tremò la risposta. Con un gesto la respinse. "Non sei ancora degna di queste cose" le rispose sprezzante. "Dai non essere così rigida" sussurrò mentre il piacere stava raggiungendo l'apice. "Decidi in fretta perché sto per venire !" riuscì a stento a dire. "Avvicinati e metti le mani a coppa" le ordinò. Lei obbedì, si piegò a chinino per avvicinarsi quando lei le prese i capelli con la mano libera "succhiaglielo un poco dai, ma guai se ti fai sborrare in bocca". Sorpresa da questo gesto gli arrivò quasi in gola, trattenne il colpo di tosse, era caldo salato e grande, guidata dalla mano di lei iniziò ad andare avanti e indietro dalla punta alla base, muovendo vorticosamente la lingua. Non fece neanche in tempo ad abituarsi che nello stesso modo violento con cui era stata costretta a succhiare fù costretta a smettere "Basta ora, mani a coppa" Ubbidì, mani a coppa davanti al pene, sempre a chinino, un rivoletto di saliva e umori di lui a lato della bocca. "Vengo, vengo VENGO" quasi urlò nel parcheggio per fortuna deserto. Il primo fiotto, più potente, le colpì l'avambraccio nell'incavo, gli altri sempre meno potenti mano a mano che aumentavano, andarono a depositare lo sperma lungo le mani tenute a coppa davanti a lui, creando una piccola pozza bianca. "Anche se non ne sei degna ora bevi il suo nettare", "anzi lappa fanno i cani, come la cagna che sei" quasi posseduta le ringhiò contro. Ubbidì e come un cagnolino iniziò a leccare lo sperma dalle sue ...