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La rompipalle stagionata
Data: 14/03/2020, Categorie: Etero Autore: ettoregrem
... - - Se lo fai… con le dita… quello che stai… facendo… ahhhhhh…- - E cos’è che sto facendo?... Voglio sentirtelo dire…- - Mi… mi… scopi… - - Con? - - Mi… scopi con le dita… ahhhhh… ahhh… ahhhhh… - Era venuta di nuovo. Le piaceva stare al gioco. - Certo che le dita sono un po’ poco… ti pare? - dissi mentre estraevo una mano ormai fradicia e gliela passavo sul viso. Non si ritrasse. Rapidamente mi spogliai della camicia e dei pantaloni. Mi avvicinai col pacco che gonfiava i boxer al suo viso. - Guarda un po’... cos’ho per te… - Le sfoderai l’uccello davanti al naso a due centimetri dalle sue labbra. - Apri la bocca… da brava...- obbedì e io lo infilai dentro. Prima la punta, poi visto che sentivo la sua lingua reagire positivamente, iniziai ad affondare di più. Era una pompinara scadente, ma quello che volevo era usarla portandola al suo limite. Iniziai a scoparle la bocca, scendendo con i colpi sempre più verso la gola. La sentivo irrigidirsi per i conati, le lacrime le rigavano il viso disfacendole il trucco, ma non si sottraeva, restava a subire. Sfilai il cazzo filante di muco e saliva, le alzai il mento con la mano, in modo da guardarla bene negli occhi e le chiesi: - Lo avevi mai fatto? - - No… non così…- - Brava… sei stata brava… - la gratificai con un bacio a fior di labbra. - Ti è piaciuto essere trattata così? - - Io… non so… a te piace? - - Ti ho chiesto se è piaciuto a te… rispondimi… - - Io… io… è ...
... strano… ma penso … di sì…- - Bene, bene… ora alzati, sfilati la gonna… ti voglio nuda, tieni solo le scarpe… - Obbedì, la vidi nuda dinnanzi a me, nella impietosa luce del lampadario: una donna matura qualunque, spettinata, trucco sfatto, sgonfie tette cadenti che sfioravano un ventre prominente. Cercò di coprire pube e seno con le mani. - Non ci provare… - le ordinai - … voglio guardarti… sei molto bella, hai delle gambe splendide… hai una fica e due capezzoli favolosi… - Ovviamente il complimento sulla sua bellezza era l’ennesima cazzata, a parte le gambe in effetti accettabili, considerando l’età e la scarsa altezza, ma quei due funghi di carne e quelle due bistecche carnose che penzolavano tra le sue cosce mi mettevano ancora l’acquolina in bocca. - Vieni, dai mettiti così… - La feci girare attorno al divano la piegai a novanta gradi sullo schienale imbottito, con le tette che sballonzolavano e il suo culone peloso esposto ed alla mia mercè. Mi inginocchiai e ripresi a lavorare di lingua e dita la sua fica e il buco del culo, quando mi parve cotta a puntino, mi rialzai ed iniziai a strofinare la cappella in mezzo a quei labbroni roventi. Lei spinse il bacino verso di me, per agevolare la penetrazione, io mi ritrassi: la volevo tenere sulla corda un altro pò… - Cosa vuoi? - le chiesi. - Voglio … te.. ti voglio… - - Vuoi il mio cazzo? - - Si… - - Allora dimmelo, dimmi che vuoi il mio cazzo… - dissi seguitando a strofinare il glande lungo lo ...