1. La rompipalle stagionata


    Data: 14/03/2020, Categorie: Etero Autore: ettoregrem

    ... sedia in modo da guardarle i piedi - … i disegni sono così particolareggiati… raffinati… -
    
    I disegni erano il contrario della raffinatezza e dell’eleganza, ma mi ero accorto della sua sensibilità ai complimenti. Proseguii:
    
    - Non vorrei sembrarle sfacciato… posso guardarli un momento? – Lei mi guardava con espressione interrogativa -… intendo guardarli da vicino… potrebbe sollevare un po’ il piede? –
    
    Era una richiesta strana, indubbiamente, ma lei si prestò al gioco: non sapeva che altro fare.
    
    Accavallò le gambe e distese quella sopra verso di me.
    
    Mi avvicinai al piede, non troppo per non allarmarla, e mi profusi in complimenti e ammirazione apparentemente autentica.
    
    - Incredibile… è bravissima… poi con i brillantini… complimenti…-
    
    - Beh… grazie… sa, io non vorrei… sono vecchia… ma lei ci tiene… -
    
    - Ma cosa dice? Lei vecchia? La prego… è una signora nel fiore degli anni… elegante… ha dei piedi molto belli... e non solo quelli...-
    
    - Ma va là… non è vero…-
    
    - Glielo assicuro… sono convinto che parecchie persone stasera stiano invidiando la mia compagnia…-
    
    Così dicendo sfiorai leggermente la caviglia del duo piede ancora rivolto verso di me con la punta delle dita.
    
    Ebbe un brivido, abbassò la gamba e fece una risatina nervosa mentre arrossiva come un peperone.
    
    - Mi prende in giro dottore…-
    
    - Non mi permetterei mai… sono assolutamente sincero…ma lo saprà anche lei, chissà quanti spasimanti avrà… -
    
    - Su… non scherzi… sono sola… -
    
    - ...
    ... Incredibile… non me lo spiego. Cioè… anch’io sono solo… sa com’è, il divorzio un anno fa, il lavoro che impegna molto… a volte mi ritrovo la sera e sento una specie di vuoto… Ma lei.. non l’avrei creduto…-
    
    Non era facile essere naturali mentre creavo un terreno di sintonia comune fatto di bugie e falsi complimenti… Non c’era nulla di vero in quello che le stavo dicendo, a parte la storia del divorzio.
    
    Da quando avevo rotto con mia moglie (e anche da prima, per la verità…) avevo scopato, in via continuativa, ogni genere di donna.
    
    Comunque l’approccio funzionava, così un po’ alla volta passammo alle confidenze intime. Lei non era molto a suo agio nel parlare di certi argomenti, per cui fui molto attento ad usare un tono allusivo e non esplicito. In sostanza, da quando il marito era morto circa quattro anni prima, non era più stata con nessuno e, anche prima, la sua vita sessuale era pressoché assente.
    
    L’idea che quella donna matura fosse digiuna di cazzo da un secolo mi stuzzicava molto.
    
    La serata scorse via in chiacchiere e confidenze, lei si sbottonava via via di più e si lasciava andare. Dopo caffè e amaro restammo ancora al tavolo: non aveva alcuna fretta di andarsene.
    
    Poco dopo mezzanotte eravamo rimasti i soli avventori, il cameriere iniziava a lanciarci occhiate piuttosto esplicite, lei colse il messaggio.
    
    - Oddio… ma è tardissimo… Mi scusi! – Alzando la voce e facendo cenno all’uomo – Mi porta il conto? –
    
    Come d’accordo le lasciai pagare la cena, la ...
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