1. Villaggio di houer capitolo 11


    Data: 07/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: prossi

    ... il mio cuore era troppo stretto dai rimorsi per accettare.
    
    “È tardi, Patrick, meglio che vada.”
    
    “Ok, ti aspetto domani.”
    
    Misi le scarpe e mi avviai alla porta, ma prima di varcarla mi voltai e gli dissi:
    
    “Scusami, Patrick.”
    
    Egli mi fissò stranito dalle mie parole e dal tono sofferto della mia voce.
    
    “Di cosa?”
    
    “Nulla, ora vado.”
    
    “Fermati! – mi pregò – di cosa ti scusi?”
    
    Rientrai, chiusi la porta per evitare di essere ascoltati e risposi:
    
    “Ho fatto male a fare sesso con te, ti ho procurato solo sofferenza.”
    
    Egli mi guardò assentendo.
    
    “Si, mi stai facendo soffrire, ma io sono forte, non come te. Quando io ero giovane e bello come te non avrei mai dato il mio corpo ad un uomo vecchio solo per sfizio. È stata una cosa disgustosa. Se anche io ho sbagliato, l’ho fatto beffato da un desiderio remoto e insoddisfatto. D’ora in poi recupereremo i nostri ruoli: tu sei il mio modello ed io il maestro.”
    
    Patrick mi colpì tremendamente con le sue frecce. Come dargli torto, egli aveva pienamente ragione e, come al solito, mi sottomisi alla punizione giusta senza difendermi poiché difesa non c’era.
    
    Aprii la porta e andai via.
    
    Nel percorso per casa, mi venivano in mente, alternandosi, le immagini di Joshua, Patrick e Jonatha e freneticamente cercavo di capire quali fossero i miei reali sentimenti per loro, quali fossero i miei errori nei loro confronti, come ristabilire nuovi rapporti, quali scale di importanza ...
    ... stabilire.
    
    Su Patrick non avevo dubbi, era stato un errore gravissimo fare sesso con lui. I miei sentimenti erano solo di stima, anzi, il fare sesso con lui aveva abbassato la stima che avevo per lui. Ero colpevole di averlo messo in difficoltà, di avere messo in pericolo la sua stessa autostima. Non vedevo l’ora che quel lavoro terminasse per non vederlo più, ma sarebbero passate diverse settimane ancora. Davvero egli avrebbe mantenuto le distanze?
    
    Josh!
    
    Josh!
    
    Avrei ingannato me stesso se avessi ritenuto il mio rapporto con lui saldo. Non era affatto così. Oh, egli non mi aveva tradito ancora mostrando che i suoi sentimenti erano più forti dei miei. Era rimasto solo per due anni tra Berlino e Parigi lontano dalla sua famiglia e da me e non aveva ceduto alle tante tentazioni che queste città offrono. A me invece erano bastati solo otto mesi per perdere completamente la testa. Eppure, lui ci sguazzava in quel mondo di divertimento e di passioni mentre io me ne sentivo fuori. Desideravo una vita più semplice, io. Josh invece era diventato un’artista, suonava il pianoforte da dio, aveva intenzione di girare il mondo, voleva sempre conoscere nuova gente, faceva amicizia con facilità, aveva imparato a parlare l’inglese ed il francese. Io sognavo ancora la fossa, quando eravamo solo io e lui e ci bastavamo.
    
    Cercavo un’anima semplice, dolce, delicata: Jonatha.
    
    Ci saremmo visti sabato al lago. Lì, avrei capito meglio i miei sentimenti.. 
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