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Ile, la ragazza che non aspettavo arrivasse. (MIA)
Data: 09/06/2020, Categorie: Etero Autore: G, S.
... intorno, si teneva i capelli con una mano e con l'altra mi segava. Quella mano lunga e liscia era un sollievo per il mio cazzo che pompava sangue alla cappella. Calandomi gli sciolsi il kimono e quello che vidi stava già facendomi venire: il seno nudo con capezzoli lunghi e turgidi d'un rosa chiaro, pancia piatta e fighetta con un solo filo di pelo biondo. sapeva che sarebbe finita a letto, era scesa con il semplice Kimono a coprire il copro nudo. la stesi sulla schiena e inizia a leccarla ovunque, si stringeva le labbra mentre gli stringevo i capezzoli turgidi e le leccavo dal seno alle ascelle, che bella che è! Mi tirò su di lei è accolse il mio cazzo tra le labbra ed io le leccavo la figa stretta e magra, strinsi il clitoride tra le labbra e iniziai a succhiarlo. Era un fiume, venne lanciando uno stridulo urlo di piacere, Cesare Abbaiò! Si distese, forse credeva che avessi finito, mi girai - "che c'è?" -" era da tempo che no venivo con un uomo, mi toccavo da sola e tu non mi hai nemmeno infilato il cazzo in figa, bravo" trasalii, che complimento avevo ricevuto! -Si ma adesso voglio venire anche io" la guardai sornione - " certo, omone! stenditi" Così feci ed inizio a segarmi guardandomi negli occhi, la spingevo a salire su di me, ma non rispondeva ai miei attacchi, glielo volevo ficcare dentro la fessa, ma lei continuava a guardarmi, arrossita e con quella bocca aperta e vogliosa, diritto negli occhi, mentre scendeva lungo tutta l'asta, schizzai tanto sperma e la colpì ...
... su una guancia, rise e mi bacio. Ci lavammo e rimettemmo a letto che il sole era già salito. Non dormimmo molto, quando ci appisolavamo, dopo poco iniziavo a toccarla, mi aveva messo una volga immensa e forse mi aveva tra le mani. La mattina tarda ci vestimmo, uscimmo con i cani e lei fu sorridente sempre, io ero perso. A pranzo, mentre i ragazzi, erano in giro per Roma, parlammo di tutto. Scoprì che a prima acchitto gli davo sicurezza, che si sentiva bene con me, ma sapeva che c'era qualcosa che la impauriva ed altro che invece la eccitava. Credo fosse la stessa cosa, da un lato aveva paura del controllo che potevo avere su di lei, dall'altro lato gli piaceva. Non avevo capito benissimo, la mia era solo una sensazione, ma volevo sfatarla. Mi confessò che non l'aveva mai preso nel culo, che non amava ingoiare, ma che con i giusti modi forse sarebbe diventata la peggiore di tutte, almeno con chi riusciva a prenderla in un certo modo. Capi che toccava a me, voleva sicurezza, durezza e gentilezza nello stesso tempo, troppo direte voi. No, cercava un uomo, uno che durante il giorno era amorevole e attento, ma la notte la trattasse da femmina, come la sua femmina. Verso le sei gli preparai un caffè. Lei si era svegliata da poco da un pisolino leggero sulle mie gambe. Misi del cioccolato in un piccolo cestino e glielo portai: dimostravo attenzione senza esagerare, ma ero pur convinto di volere vedere se avevo capito tutto. Mi sedetti mi baciò per ringraziarmi della giornata e del ...