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Secrezioni: "sei come un bambino"
Data: 06/07/2020, Categorie: Etero Autore: renart
... arrapante, presenza di bianco intorno ai seni e al triangolo del pube, in virtù della tintarella integrale che ama prendere sul terrazzo, distesa e ondeggiante sull'amaca, e pigramente offerta alle lubriche attenzioni degli scugnizzi del palazzo, che sfidano le precarietà dei tetti malmessi per venirsela a pappare con gli occhi, dandosi di gomito e scambiandosi commenti con gli occhi e con eloquenti gesti per non far rumore, e scartavetrandosi come dannati le erezioni vigorose di adolescenti in perenne calore - sulle tette piccole ma sode, ornate da capezzoli turgidi di un rosa vivo, simile a due fragole non ancora del tutto mature, sul ventre liscio appena in rilievo per la dolce curva di un accenno di pancetta, sulla cui sommità spunta il bottoncino dell'ombelico unito dalla lieve sfumatura della linea alba alla riccia e folta boscaglia che disordinatamente ricopre il Monte di Venere. Una gamba a cavalcioni del bracciolo, il piede che ciondola mollemente, l'altro poggiato con la pianta sull'orlo del tavolino, pieno di avanzi di cibo, bicchieri e tazzine da caffè sporchi. Dal posacenere zeppo di cicche esala un sottilissimo filo di fumo, che languisce verso le travi tarlate del soffitto. Nell'aria ristagna un intenso odore di marijuana. Nella mano sinistra regge una lattina di birra chiara, la destra l'ha fra le cosce, ad accarezzarsi le labbra umide della fica. Sta rivedendo Troy, forse per la centesima volta. Sempre la stessa scena, lo stesso fotogramma: Brad Pitt che si ...
... alza dalla branda, completamente nudo, il culo scolpito in primo piano. "Quanto cazzo è bono - commenta sfregandosi il clitoride - quanto me lo chiaverei". E butta giù un sorso. Prende il telecomando, schiaccia il tasto del rewind. Stop. Play. "Mmmmm". "Ciao", dico e mi siedo sulla poltrona. Come risposta ho un'occhiata di sbieco e un impercettibile movimento del mento verso l'alto. Agito giusto per scrupolo qualche lattina vuota sul tavolino. Poi dal posacenere recupero un mezzo spinello e la scatola di svedesi. Accendo e do qualche rapido tiro, scottandomi le labbra. La cucina è uno schifo, osservo desolato. Ci vorrà una buona ora solo per lavare piatti e bicchieri, sempre che il lavello non si sia ancora una volta intasato. Non che il resto della stanza verta in condizioni migliori: vestiti appallottolati ovunque, tele accatastate in ogni dove, barattoli di vernice che hanno scolato colore sul pavimento, bacinelle traboccanti acqua color sperma e frattaglie di creta, il secchio dell'immondizia che vomita gli avanzi di una settimana, abbozzi e aborti di sculture fanno oscena mostra di sé nei posti più improbabili. Sembra che sia scoppiata una bomba nell'atelier più scalcinato di un sobborgo di Parigi. Perché Parigi, poi? Facciamo Napoli, visto che tra l'altro stiamo pure in un sobborgo - sebbene non dei peggiori. Rewind. Stop. Play. "Oddio, oddio, oddio... eccolo che si alza... Aaaah". Adesso si sta proprio masturbando, con la testa reclinata sulla spalliera, indice e ...