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40. L'ALLENATORE NEL PALLONE
Data: 13/10/2020, Categorie: Etero Autore: tigrotta
... arnese duro si insinua fra le mie cosce.Con decisione, me lo caccia dentro e sospirando, comincia a ondeggiare dentro di me. Io inerpico le gambe lungo le sue e le intreccio dietro le sue natiche, aggrappandomi con le braccia alle sue spalle, mentre lui mi afferra con decisione i fianchi. Siamo tutt'uno e lo sciabordio dell'acqua pare trascinarci in un'altra dimensione. Ansimiamo eccitati e io vorrei urlare per il piacere che quelle spinte vigorose mi stanno regalando, ma non posso, perché sicuramente qualcuno mi sentirebbe. Lui è instancabile, travolgente e duro...incredibile quanto possa essere duro. Le nostre bocche si cercano nella furia dell'amplesso, mentre io mi avvicino all'orgasmo.�Stefano, vengo, sì, vengo...�, non posso fare a meno di gridarglielo, mentre le contrazioni sconvolgono il mio intero essere.Lui rallenta il ritmo, mi accarezza il viso, scostandomi dalla fronte e dalle guance le ciocche di capelli umidi, mi guarda con quello sguardo diretto che adoro e sorride. Io lo bacio, indugiando con la lingua sulla sua cicatrice estremamente sexy. Poi i suoi occhi tornano seri e carichi di desiderio e il suo ritmo dentro di me torna a salire, in un crescendo continuo, fino a quando con un sussulto non lo sento venire.Sono estasiata. Soprattutto perché, per come si stavano mettendo le cose fino a mezz'ora prima, non mi aspettavo un epilogo del genere. Ma adesso? Che cosa sarebbe successo adesso? Lo fisso negli occhi e il suo sguardo mi appare serio e indecifrabile. ...
... Sfiorandomi la guancia con un bacio, Stefano si allontana da me e prosegue a nuotare, probabilmente per allentare la tensione dell'amplesso. Io rimango a osservarlo, in silenzio, mentre dentro di me si affollano pensieri poco piacevoli. Era proprio quello che volevo? Ora lo avevo avuto, il mio desiderio era stato esaudito e almeno una volta lui era stato mio. Ma avrei saputo accontentarmi di un'unica volta? Lui se ne era già pentito? Quelle domande rischiavano di portarmi al manicomio. Con un balzo esco dalla vasca e vado a cambiarmi per il pranzo.A tavola sono seria; fisso Stefano difronte a me, incrociando di tanto in tanto il suo sguardo imperscrutabile. Serena mi vede di poco appetito e non posso evitare di raccontarle l'accaduto, lasciandola a bocca aperta.�Ora cominciano i casini, Arianna.�, mi dice lei, con tono apprensivo.�Non lo so. Non so che cosa pensa Stefano. Non so che cosa accadrà...�, le confesso io, sconsolata.Il tardo pomeriggio lasciamo l'albergo, per rituffarci nel traffico della vita di città. Dentro di me so che la cosa migliore da fare è dimenticare quell'esperienza. Mi rendo conto che Stefano non potrà mai essere veramente mio, non fino a quando sarà il mio allenatore e non fino a quando starà insieme a Rossana. Eppure in quella piscina lui voleva me. Avrebbe potuto dire di no, ma non l'ha fatto e non si è tirato indietro.' Quanti dubbi', penso, 'da diventare pazza...'Martedì ricominciano gli allenamenti. Col cuore in gola mi dirigo al campo, ma Stefano ...