1. 40. L'ALLENATORE NEL PALLONE


    Data: 13/10/2020, Categorie: Etero Autore: tigrotta

    ... un tavolo poco distante dal nostro. Anche se parlano a voce bassa, mi sembra che stiano litigando e quando lui incrocia per un attimo il mio sguardo, la sua espressione appare tesa. Faccio cenno di questo a Serena, che, voltando loro le spalle, non si è accorta di nulla e con soddisfazione le dico che probabilmente si presenterà presto l'occasione che sto aspettando.Finito di mangiare, ci ritiriamo in stanza. Serena si butta sul letto con un libro, ma io non ho voglia di fare altrettanto e opto per un giro nei dintorni dell'hotel. Fuori è buio, l'aria è fresca e il silenzio che mi avvolge appare irreale rispetto all'atmosfera caotica della città. Inspiro a pieni polmoni, poi alzo lo sguardo e rimango rapita dal luccichio delle stelle. Il rumore di passi sul selciato mi fa sussultare, riportandomi alla realtà. Mi volto e nel tenue bagliore emanato dalla luna, scorgo Stefano che avanza verso di me.�Ciao!�, mi saluta.�Ciao!�, gli faccio eco io.�Si sta bene qua fuori, avevo bisogno di aria fresca�, mi confida lui.�Anche io. Non mi andava di chiudermi in stanza. Qui è fantastico!�, esclamo con entusiasmo.�Vero...�, ammette Stefano, con tono sconsolato.�Qualcosa non va?�, gli chiedo, pur conoscendo benissimo il motivo del suo stato d'animo.�Meglio non parlarne, Arianna.� taglia corto lui. �Ti va di fare due passi con me?��Certo!�, mi limito a dire. 'E me lo chiedi?', penso.Camminiamo fianco a fianco, senza meta precisa, in silenzio, avvolti dal buio; vorrei allungare la mano per ...
    ... afferrare la sua, vorrei passeggiare come fossimo due fidanzati, vorrei che smettesse di vedermi come una ragazzina e come un'atleta, vorrei che mi leggesse in viso tutta la voglia che ho di lui. Arriviamo fino alla sommità della collina e ci fermiamo ad ammirare l'immensa distesa delle luci tremolanti e dei bagliori della città ai nostri piedi.�Qui è veramente bellissimo!�, esclamo con entusiasmo.�Sono d'accordo con te. Quest'atmosfera ti mette in pace col mondo.�, conferma Stefano.Ci sediamo sull'erba umida e gli chiedo di raccontarmi della sua vita e della sua decisione di allenare la nostra squadra, promettendo a me stessa di evitare di nominare Rossana. Lui appare rilassato e questo mi fa piacere. Comincia a raccontarsi: mi parla della passione per il cacio che ha fin da piccolo, del suo destino sfortunato di giocatore dovuto a un brutto infortunio e della soddisfazione che prova nell'allenare. Man mano che racconta, il suo tono diventa confidenziale e, anche se non posso scorgerli bene, immagino i suoi occhi illuminarsi. Poi è lui a chiedere a me come sia nata la passione per il calcio e per il ruolo di portiere. Non so che cosa rispondere con esattezza; so solo che l'amore per quello sport mi è stato trasmesso da mio padre, che mi portava sempre allo stadio alle partite e agli allenamenti della sua squadra preferita. Alle elementari facevo già parte di una squadra di pulcini, insieme alla mia amica Serena. E' stato un amore che è cresciuto con me e poco importava se le ...
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