-
L'artista
Data: 20/10/2020, Categorie: Etero Autore: Maliziosa360
... provato ad entrare ma la porta era ovviamente chiusa a chiavistello. Pensai . . . “speriamo di non trovare nessuno li fuori . . . “ presi Romeo sottobraccio, aprii la porta e il mio sguardo si incrociò con una signora che era li in attesa che noi togliessimo il disturbo, non potei però evitare di vedere tutta la malizia che quegli occhi femminili esprimevano, era come se parlassero da soli . . . come se mi dicessero:”Brava, hai fatto la porcellina eh?” Noi donne siamo tremende fra di noi, mi sentii subito in dovere di giustificarmi . . . “Eh signora . . . abbia pazienza ma mio marito non vede e devo aiutarlo . . . “ La signora non si scompose più di tanto, nemmeno mi rispose, ma con tutta probabilità la mia voce non le risultò molto convincente . . . Pazienza. Ma che cazzo me ne frega di costei, farò un po’ quel che mi pare! Invidiosa! Tornammo ai nostri posti dentro allo scompartimento, erano già trascorse quasi 5 ore dalla nostra partenza e, in così poco tempo, ci eravamo dapprima dati del tu, quindi avevo potuto apprezzare le sue mani artistiche sui miei seni, quindi gli avevo fatto una supersega per intensità di esecuzione. E adesso? Cosa ci attendeva adesso? Forse eravamo un po’ più tranquilli, la carica ormonale era tornata sotto i livelli di guardia, il dialogo potè ripartire più sereno e, forse, con qualche imbarazzo in meno. Anche stavolta iniziai io . . . “Chi è che ti viene a prendere alla stazione di Francoforte?” Romeo attese come sempre qualche attimo a ...
... rispondere, poi partì da lontano:”Be, intanto devo dire che sei una donna incredibile, non mi era mai capitato nulla di tutto ciò. A Francoforte mi verrà a prendere una signora che è anche la tenutaria di una specie di casa alloggio dove io sono ospite quando vengo qui a suonare, e tu dove vai?” Mi stavo per offrire di accompagnarlo ma era ovviamente già organizzato:”Immaginavo, altrimenti ti accompagnavo io. Ma tu parli il tedesco? Io no, mi arrangio con l’inglese, devo albergare in un hotel in centro città, non distante dalla stazione ferroviaria. Quanto tempo ti ffermi qui?” Il dialogo proseguiva senza sosta:”Certo che lo parlo, vengo in Germania da molti anni. Starò come sempre una settimana intera, suonerò in alcuni locali dove già ho suonato più volte. Perché non vieni una sera a sentirmi?” In effetti mica era male l’idea, ma io stavo meno giorni di lui:”Ok, magari la serata di mezzo, io mi fermerò per tre notti e poi dovrò ripartire per casa, però almeno una volta voglio sentirti suonare caspita!” Seguirono svariati momenti di scambi informativi e recapiti telefonici per potersi ricontattare, scoprii che non alloggiava così lontano dal mio hotel anche se io avevo impegni diurni mentre lui li aveva serali e quindi non sarebbe stato semplice trovare del tempo in così pochi giorni . . . Ma una battuta spinta prima di arrivare a destinazione non potevo esimermi dal fargliela:”Romeo, permettimi una battuta, anzi una battutaccia che non vuole ovviamente essere offensiva, ma solo ...