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Orgasmi ignobili per nobili o le radici di luigino, 4a parte
Data: 06/11/2020, Categorie: Etero Autore: sexitraumer
... !...ah…ah…ah….ah….uhmmm…pciù pciù….slurrrrp…slaaaaaarff” Il marito mentre si muoveva nella vagina della consorte, essendo più alto durante le mandate di cazzo, avanti ed indietro, riusciva anche ad insalivare le guance della moglie. La Baronessa era brava ad arrapare il marito, che in cinque o sei minuti di coito venne nella fica della moglie riempiendogliela di sperma. Era lei a farlo venire, non proprio a comando, ma quando scambiava con lui colpi di lingua, saliva e alito a bocche aperte provocava nell’uomo la voglia di esplosione nel corpo di lei; se l’esplosione era copiosa e calmante, probabilmente era il primo orgasmo della giornata; se veniva poco voleva dire che era già venuto in altre coscette femminili, lontano dalla sua consorte, che fedelissima certo non era… “AHNNNNN !” “…” Un attimo di silenzio e arrivò lo sparo del marito…liquido denso, e abbondante…aveva fatto ancora una volta onore: alle sue palle ed alla fica della moglie, che sembrava nell’ultima mezzora non aver mai conosciuto il concetto di asciutto. Uno sparo abbondante di sperma, seguito da altri più piccoli e dal raffreddamento della testa di lui aveva posto fine al loro atto. Il Barone restò dentro, dato che sua moglie ...
... l’aveva abbracciato, e lo lasciò dormire, con i sessi ancora congiunti, bagnati, pruriginosi e poco più che tiepidi anche se non freddi…l’uomo perse i sensi; la Baronessa fece cenno alle servette autorizzate ad avvicinarsi dai venti passi del corridoio o più, dopo aver contato fino a duecento dopo l’ultimo urlo sessuale. La donna silenziosamente, assicuratasi che il marito dormisse profondo per lo sforzo profuso nell’atto, fece cenno alle due servette che potevano entrare. Scese dal letto, e si fece avvicinare il vaso da notte dove urinò senza far rumore; poi mentre una delle serve le teneva alta la gonna in modo da scoprire completamente il corpo sotto l’ombelico, si alzò in piedi; un’altra servetta, con una spugna bagnata d’acqua e fiori profumati le pulì la vulva, l’inguine, e l’ano più volte. Poi presa una tovaglietta di lino pulita, le asciugarono il corpo con dei tocchi delicati; sistemato un altro pitale sotto il letto, affinché il marito al risveglio lo trovasse, aiutata a ricomporsi lasciò la stanza, onde trascorrere il pomeriggio con le figlie adolescenti…alle quali Luigino stava descrivendo la sua vita, e la città di Venezia, nel corso di una normale conversazione, tra cugini… - Continua - .