1. Morte in Alto Mare


    Data: 29/11/2020, Categorie: pulp, Autore: Patrizia V.

    ... urtato la fiancata della barca con un tonfo abbastanza forte da attirare l’attenzione dell’assassina. Susan si volta verso poppa, mi vede, e fa fuoco un’altra volta dal fianco, quasi a bruciapelo. E’ un tiro istintivo, e una pistola a tamburo non è l’arma più precisa del mondo, però a quella distanza non è facile sbagliare… Mi getto di lato rimanendo attaccata alla scaletta con la sinistra, mentre con la destra sollevo istintivamente il fucile subacqueo puntandolo verso la figura snella e nuda davanti a me. Sento due pallottole sibilarmi accanto alla testa, proprio dove erano i miei occhi un istante prima; vedo Susan che si alza in piedi bilanciandosi per sparare di nuovo, e so che questa volta non sbaglierà. Premo il grilletto e sento il rinculo nella spalla mentre i nostri sguardi si incrociano: è la mia unica possibilità… - AAH! La fiocina si conficca nello stomaco della donna, trapassandola da parte a parte e facendo spruzzare il sangue da entrambe le parti del suo corpo nudo. La pistola lascia partire un colpo incontrollato che si perde in mare, poi Susan stramazza ferita a morte e l’arma cade rumorosamente sul ponte mentre la donna nuda si contorce agonizzante cercando di tamponarsi lo squarcio nello stomaco da cui il sangue zampilla vermiglio a fiotti sempre più abbondanti. Cazzo, penso fra me, questa volta ci sono andata davvero vicino… Riprendo l’equilibrio e finisco di arrampicarmi goffamente sulla scaletta, finché non riesco a mettere finalmente le pinne sul ...
    ... ponte. Mi piego prima sulla donna: Susan è cerea in viso, ha le mani avvinghiate alla fiocina ma non riesce a strapparsela, e sputa sangue dalla bocca mentre si dissangua rapidamente dallo squarcio nel ventre, che si allarga sempre di più mentre lei cerca inutilmente di svellersi il ferro dallo stomaco perforato. - E farwell anche a te, stronza – gli faccio io, dopo aver constatato che la tipa non costituisce più un pericolo. Raccolgo la pistola, che ha ancora un paio di colpi nel tamburo, e me la infilo nella cintura; poi controllo Bertrand. Il francese non ha più la faccia; la pallottola è entrata in mezzo agli occhi ed è uscita dalla nuca, portandosi dietro tutto il cervello. Più fortunato della sua assassina, lui è morto sul colpo. Peccato, come portatore di cazzo non era male… Rivolgo finalmente la mia attenzione ai lingotti: belli lucidi e accatastati con cura sul ponte della barca dei miei amici, che hanno gentilmente effettuato il recupero al posto mio. Nessuno sa esattamente quanti dovevano essere, e può darsi che sul fondo ce ne sia ancora qualcuno, comunque davanti a me ci sono diversi milioni di Euro in oro massiccio. Un buon lavoro. Peccato che adesso ci sia il problema di come trasbordare il tutto sulla Serenissima per il trasporto in Italia: se avverto le autorità locali, i problemi di attribuzione dei diritti di recupero prenderanno anni, e considerato lo stato delle finanze greche c’è il rischio che il governo ellenico rivendichi il tutto anche se sull’oro c’è lo ...
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