-
Herr doktor stein
Data: 31/01/2021, Categorie: Etero Autore: Sodomizer
... dalla parte superiore delle natiche, si perdeva nell'intrico crespo dei peli della vulva, in cui febbrilmente affondò la mano. Il dottore poggiò gli indumenti su un tavolo e offrì la propria, sia pur limitata, conoscenza alla contessa: "Non permetterei a costui di montarvi, mia cara; sareste in sua mercé e, come già vi dissi, i suoi comportamenti mi sono ancora in larga misura ignoti. Facciamolo adagiare sul sofà, acciocché voi possiate dominare la situazione da una posizione più consona al vostro rango e alla vostra sicurezza". Si rivolse dunque a Fritz e con voce autoritaria e decisa, come riteneva adeguata ad un asino, gli impose di sdraiarsi, svettando l'asta a perpendicolo. La contessa gli andò sopra con le gambe divaricate e si calò lentamente, rabbrividendo al contatto con la punta, forzando tenace, sudando copiosamente quanto più l'introduzione si compiva, digrignando i denti e contorcendosi in smorfie di sofferenza, ma persistette caparbia, osservando la metà del cazzo ancora fuori, sentendone l'altra metà dentro il suo corpo. Il professor Stein comprese che serviva il suo aiuto; quasi balbettando, sudato anche lui, la lingua impastata, disse: "Fritz, sai chi sono io?" La creatura rimase un momento perplessa, poi l'asta vibrò due volte: "Si!" e affondò vieppiù nella contessa, che ...
... emise un ulteriore gemito. "Capisci quello che stai facendo?" "Si! Si!" e ancora più dentro… "Sai come si chiamava Napoleone?" "Si! Si! Siiii!" La contessa ormai piangeva, con la testa reclinata in avanti e osservava la verga farsi largo ad ogni sussulto, avvertendone la dolorosa invadenza. Poi, incapace di resistere, tentò di risollevarsi, ma le gambe la tradirono e, a metà della precipitosa ritirata, ripiombò con un urlo, sprofondandosi il palo inflessibile fino alla radice. Svenne, e solo il cazzo ancora indomito la sorresse dritta, impedendogli di cadere. Rimase lì, come banderuola di comignolo, mentre il dottore continuava a porre a Fritz le sue domande cui il cazzo ormai non più visibile continuava a fornire le stesse concitate risposte: "Si! Si! e ancora si!" La contessa si riprese in tempo per udire i ragli poderosi di Fritz e per avvertire, nel più profondo del ventre suo, lo sperma che la invadeva. Il dottore, tornato in sé anche lui, chiamò Eegor e insieme l'aiutarono a sollevarsi. "Piano, piano… mio Dio, mon Dieu… mi pave di pavtovive… Ahhh…" Con uno schiocco, il cazzo fu fuori, seminando lungo le mutande della contessa, una stria di sangue e sperma. *** Suonano alla porta. Grido "È aperto!" ed entra Sabrina. Mi chiedo se non ha mai un cazzo da fare. CONTINUERA', FORSE.