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Herr doktor stein
Data: 31/01/2021, Categorie: Etero Autore: Sodomizer
... sdentata. Venni... --------------------------------------- ... in bocca a Sabrina, svegliandomi. Lei deglutì, si alzò, si rassettò la gonna: "Per farmi perdonare di ieri sera..." Poi raccolse lo zainetto e andò via. Mi svegliai del tutto, riflettendo che forse Sabrina non era poi così stupida come m'era sembrata all'inizio. Però... però non si fanno pompini a uno che sta male... Mi tirai su e finii di spogliarmi. Presi un'aspirina, raccolsi i fogli col racconto interrotto e andai a letto. *** Riemerse poco dopo, trascinando una vasca metallica, già piena d'acqua, mentre fra i denti stringeva, insieme, un pezzo di sapone, un tubetto di dentifricio e uno spazzolino da denti, il cui manico gli fuoriusciva dalla bocca. Lo scienziato e la sua creatura intanto avevano familiarizzato ed elaborato un semplice codice che permetteva all'uccello di esprimere almeno dei sì e dei no: due scrollate per il si, una per il no. Il dottore stava appunto sperimentando che una veloce successione di domande otteneva in risposta un rapido andirivieni del membro e prendeva appunti su un taccuino, ben consapevole dell'importanza scientifica di questa scoperta, mentre il pizzicore all'osso sacro s'era spostato più in basso, diventando un vero prurito, come quando si mangia troppo piccante. Quando Eegor fu pronto con la sua vasca, il dottore fece per prendere per mano la creatura per condurla al lavacro, ma il timore ...
... che le mani, non perfettamente attaccate al resto, potessero danneggiarsi e il desiderio di trattare direttamente con la parte direttiva del mostro lo indussero ad afferrare delicatamente la grossa cappella, accarezzandola già che c'era, consapevole di quanto possa essere fastidiosa una carezza brusca e maldestra su una parte così sensibile e indifesa e di quanto invece possa essere accolta con piacere e gratitudine una carezza sapiente e vellutata. Lo condusse ordunque verso la vasca da bagno improvvisata, osservandone con occhio clinico i movimenti a scatti e un po' goffi e le forme invece perfette, pur se segnate dalle cuciture. Forse per effetto del fulmine, forse del brodo in cui la creatura aveva galleggiato per ore, essa era perfettamente glabra e perfino lucida: non un pelo turbava il pallore delle pezze di pelle che la rivestivano. E le chiappe, che erano appartenute a Ludwig e che lui aveva tanto e vanamente concupite, insieme al membro già soggetto delle morbose attenzioni del nostro dottore, formavano il punto focale di un corpo accuratamente, almeno nelle intenzioni, progettato. Guardando poi le tette della locandiera, Stein si complimentò mentalmente con se stesso: per un verso aveva saputo scegliere la parte migliore di un corpo altrimenti sgradevole e sgradito, per l'altro aveva dato un tocco esotico e sudamericano al risultato del suo lavoro, conferendogli, anche su un piano estetico, i crismi ...