1. Storia di Hélène


    Data: 26/06/2022, Categorie: Dominazione / BDSM Tue Racconti Autore: helene89@mail.com

    ... fradicia in mezzo alle gambe, lo estrasse nuovamente, e trascrisse quel numero di telefono, così complicato e difficile, registrandolo nella sua rubrica. Adoperò un insospettabile nome francese, Pascal, in maniera da evitare qualsiasi rischio di venire scoperta.
    Non contenta, mentre la lezione andava avanti ed il professore insisteva col suo tono di voce lento e monocorde, Hélène estrasse nuovamente il telefono, ed ebbe una sorta di folle idea: avrebbe spedito un messaggio a Marco, fingendo di essere Chiara. Era una vera sciocchezza, e la ragazzotta belga in cuor suo lo sapeva; ma in fondo non era stato proprio Marco a baciarla in modo futile e irruento, senza alcuna ragione? Non era forse una sua legittima possibilità, quella di sognare che quel ragazzo fosse suo, dopo essere stata baciata in maniera sciagurata e insensata?
    Allora si fece coraggio, e scegliendo attentamente le parole per non rischiare di fare errori, scrisse:
    “Ciao Marco, sono Chiara. Ho letto la tua lettera, mi sei simpatico, ma la mia bocca è calda solamente per il mio ragazzo :-)”
    Scrisse queste parole, sapendo benissimo che si trattava di un’autentica scelleratezza. Ma voleva vedere quale sarebbe stata la reazione di Marco; ed in quell’istante, alla grande curiosità per la strana situazione, si univa un fremito bollente lungo tutta la schiena.
    La risposta arrivò dopo meno di cinque minuti, e fu meno divertente di quanto Hélène avesse sperato.
    “Hai fatto male a darmi il tuo numero :-) … ti ...
    ... tormenterò finché non lo prenderai tutto bello stretto … in quella bocca … Sto scherzando ma non troppo …”
    Certamente il suo numero di telefono sarebbe stato oggetto di continui messaggi. Hélène lo comprese immediatamente; e non passarono nemmeno due ore, che Marco già riprese a scriverle, alternando frasi più delicate e gentili, ad altrettanti autentici deliri di passione, senza risparmiare a volte parole assai volgari.
    “In questo momento sono arrapato come un toro da monta … è un bene per te, che io non ti sia alle spalle dolcezza mia :-) … potrei farti pentire, di essere nata femmina”
    Spesso Hélène non rispondeva nemmeno, si stava lentamente rendendo conto, di essersi messa dentro l’ennesimo pasticcio.
    Ben presto Marco pretese di poterla incontrare, pensando sempre che al suo posto ci fosse Chiara. Una mattina, mentre Hélène era sull’autobus diretta all’Università, il suo telefono squillò, ed era proprio lui che la cercava. Ebbe un’esitazione simile ad un attimo di panico, ma subito decise di non rispondere, non sapendo bene come gestire la situazione.
    Irruente com’era, Marco insistette con nuovi ed ostinati squilli, fino al punto in cui, esasperato le scrisse: “Perché non rispondi bellezza … ho una voglia matta di schiaffartelo in bocca stamattina…”.
    Hélène era sempre più preoccupata, avrebbe voluto porre fine a quel gioco così pesante e assurdamente insensato. Pensò che avrebbe potuto incontrare Marco di persona in pieno giorno per spiegargli tutto quanto, oppure mandargli ...
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