Storia di Hélène
Data: 26/06/2022,
Categorie:
Dominazione / BDSM
Tue Racconti
Autore: helene89@mail.com
... completamente gonfio di sperma e di sangue bollente; allora finalmente estrasse il pene, lungo e duro da fare spavento, e compiendo un piccolo balzo in avanti, lo impose tra i seni morbidi della sua ragazza.
Lei lo accolse senza eccessivo entusiasmo, ma era oramai troppo tardi per ripararsi: già lui aveva preso ad eiaculare in modo copioso e caldo, inondandole le guance, il collo gentile ed il viso, di seme schifoso, vivido e giallo.
Quel lunedì mattina Chiara accompagnò il suo Lorenzo a prendere il treno, dopo un’ultima scappatella consumata di fretta poco prima di uscire. Si salutarono con un bacio appassionato sul lato della banchina: si sarebbero rivisti dopo solamente due settimane, nella loro città; ma qualcosa era ineluttabilmente finito tra di loro, e Chiara lo sapeva.
E l’indomani, facendosi infinitamente coraggio, Hélène decise finalmente di telefonare a Marco; lo fece alle nove, quando le sue due coinquiline erano già uscite di casa per andare all’Università. Il martedì mattina, infatti, per coincidenza di orari, Hélène non aveva lezione prima delle dieci, quando puntuale ella si presentava in aula al cospetto del professor Guberti che insegnava Diritto Canonico.
Ma quella mattina le cose sarebbero andate diversamente.
Marco rispose al telefono dopo solamente due squilli, palesemente eccitato e meravigliato; l’accento francese ed il tono monocorde di Hélène lo fecero immediatamente ridestare. Ella esordì con non poca vergogna, dicendo con la voce che le ...
... tremava: “… no, non sono lei … non sono Chiara…”; chiunque avesse veduto la scena dall’interno dell’appartamento di Hélène, avrebbe colto l’enorme imbarazzo della ragazza belga, seduta sul divano con le gambe accavallate, e le braccia tremolanti.
“… non sono Chiara … non te la prendere …”; “… no, non era tutto uno scherzo … ma non te la prendere dai …”.
Marco era tremendamente adirato, giammai Hélène avrebbe minimamente immaginato, che la sua reazione potesse essere tanto decisa e rabbiosa. Ad un certo punto le disse: “Tu sei solo una stupida … meriteresti solamente che io venissi lì adesso … e ti dessi quello che ti sei cercata …”.
Hélène non se lo sarebbe mai aspettato, ma in quel momento, invece di continuare a provare timore, sentì nuovamente come uno scatto in mezzo alle cosce, e fu inopinatamente bagnata dentro alle sue mutandine.
“Con quelle come te … è inutile parlare !!!”, insisteva Marco, mentre Hélène dall’altro lato del telefono, tratteneva a stento il respiro, paralizzata dall’emozione più sordida e dalla voluttà più indicibile.
“Cosa posso fare per farmi perdonare …”, ebbe l’ardire di domandare, mentre oramai sentiva l’utero schiudersi ed il ventre ribollire in un mare di liquidi rigonfi e caldi.
“Cosa puoi fare!?! … eh !?!” rispose Marco, sempre più deciso. Poi dopo un solo istante, venne alle conclusioni: “Dovrei solamente venire lì, e farti un culo grosso così in maniera da farti pentire … di essere così stupida …”.
Hélène trasalì, non immaginava nemmeno che ...